Opera per marionette
Carlo Piccardi

Le prime testimonianze storiche di opere teatrali concepite per marionette risagono al trattato Della Cristiana Moderatione Del Theatro di Gian Domenico Ottonelli (Firenze 1652),

Puccini: la messa degli albori
Carlo Piccardi

Comunemente si usa far coincidere gli esordi artistici pucciniani con il suo inserimento nella vita operistica milanese che lo accolse fin da principio come una promessa. 

Rapsodia in blu: fantasia metropolitana
Carlo Piccardi

Il 12 febbraio del 1924, all’Aeolian Hall di Nuova York, Paul Whiteman e la sua orchestra presentavano la Rapsodia in blu di George Gershwin, annunciandola ambiziosamente come «un esperimento nella musica moderna».

Krzysztof Penderecki: Magnificat
Carlo Piccardi

Impostosi prepotentemente all’inizio degli anni sessanta con Anaklasis (1959-1960) e Threni alle vittime di Hiroshima (1959-1961), svelando capacità sbalorditive nel trattamento ‘materico’ degli strumenti ad arco,

Mozart, argento vivo
Carlo Piccardi

Nel dicembre del 2005 mi venne spontaneo di chiosare la lettera a un amico con gli auguri “di un fruttuoso 2006”, aggiungendovi ”l’auspicio che, essendo l’anno di Mozart, possa essere anche quello dell’armonia”.

Gabriel Fauré: Sonata op. 13
Carlo Piccardi

Anche se oggi sappiamo ormai che non è dalla Sonata di Fauré bensì da Saint-Saëns che Proust trovò ispirazione per la celebre ”petite phrase” della Sonata di Vinteuil,

Čaikovskij, Sesta Sinfonia
Carlo Piccardi

Qualcuno ha fatto osservare che le prime sinfonie di Čaikovskij, stilisticamente parlando, hanno visto la luce come «figlie di nessuno». Probabilmente il vero dramma del compositore russo sta appunto nel fatto di non essere egli riuscito ad ancorarsi a una tradizione storicamente determinata che la vaga aspirazione occidentaleggiante non gli permise di raggiungere, rendendolo nel contempo disadattato di fronte allo sviluppo della scuola nazionale rappresentata dal «Gruppo dei Cinque».

Max Reger, destino di un epigono
Carlo Piccardi

L’interesse della critica per la musica di Max Reger rimane ancor oggi eminentemente storico, quale riconoscimento della funzione rinnovatrice del linguaggio condotta parallelamente a Strauss e Debussy ma, diversamente dalla considerazione estetica riconosciuta ai due suoi grandi contemporanei, valutata al di fuori del contesto globale della sua esperienza.