L'Art déco non è solamente un modo di progettare e di realizzare oggetti, decorazioni, ambienti, architetture, ma è un gusto, un atteggiamento, un linguaggio che, traendo la propria ragione dal fertile panorama delle Secessioni austro-tedesche e dalle Avanguardie di primo Novecento, emerge prepotente nel primissimo dopoguerra e domina incontrastato tutti gli anni venti caratterizzandoli in modo indelebile, per poi esaurire la propria parabola creativa e le sue ragioni d'essere con la crisi del 1929 e l'avvio degli anno trenta.
UN'ESTETICA DI PROGETTO, Visioni del paradiso per un'arte del sogno ci racconta il sogno di un giardino attraverso le lingue dell'arte, della filosofia, del disegno e della storia dei giardini.
Con l’aggressione della Russia all’Ucraina nel febbraio del 2022, i venti di guerra sono tornati a soffiare sull’Europa, rompendo l’ininterrotto periodo di relativa pace successivo alla fine dell’ultimo conflitto mondiale.
La Terra pullula di stimoli diversi: immagini, suoni, vibrazioni, odori, sapori, campi elettrici e magnetici sono ovunque. Ma ogni animale, compreso l’uomo, è racchiuso all’interno della propria bolla sensoriale e perciò riesce a percepire solo un minuscolo frammento dello sconfinato mondo che ci circonda.
Un libro (per ragazzi e non solo) che è un giardino botanico... sempre aperto! Ospita una straordinaria raccolta di alberi da tutto il mondo, dalle maestose querce alle altissime sequoie, fino agli esemplari secolari che hanno attraversato la storia e le cui radici affondano nel mito.
Si deve a Charles Darwin la teoria che più di ogni altra ha rivoluzionato l'idea che gli esseri umani hanno di sè stessi e delle proprie produzioni.
Non esiste oggi dominio della filosofia che non sia stato sconvolto dalla teoria darwiniana dell'evoluzione.
Perchè facciamo arte? Qual’è il motivo per cui le arti e i comportamenti artistici risultano così universalmente diffusi in tutte le popolazioni umane? Qual’è in termini darwiniani, il “vantaggio” che le arti assicurano (o hanno assicurato) nella storia evolutiva della nostra specie?
Descritto dai suoi contemporanei come "l'uomo più famoso al mondo dopo Napoleone" Alexander von Humboldt fu uno dei personaggi più affascinanti e stimolanti del suo tempo.
“Cos’è dunque il tempo? Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”.
Secondo la visione comunemente accettata della selezione naturale, perchè un carattere si evolva è necessario che sia adattativo, che aumenti cioè la capacità di sopravvivenza dell’individuo.
Adelphi pubblica in due volumi (questo è il primo, il secondo seguirà a breve) il meglio di Manganelli recensore.
Duecento milioni di anni fa, quella che sarebbe stata l’Italia giaceva sotto le acque della Tetide, immenso oceano, regno incontrastato di alghe, coralli e minuscoli organismi impegnati a costruire “edifici” alti centinaia di metri e che in futuro avrebbero costituito l’ossatura delle Dolomiti e dell’Appennino.
Giovedì 27 febbraio, alle ore 18, presso il Bookstore del Palazzo delle Esposizioni di Roma, ingresso via Milano 15, Renato Pallavicini terrà una presentazione dal titolo "FIOR d'ARCHITETTURE, la VENEZIA CELESTIA di Manuele Fior".
Ingresso libero.
Viviamo nel paese della pseudoscienza? In Italia c’è più pseudoscienza che altrove? Il caso Di Bella e il metodo Stamina, due esempi di trattamenti fasulli, ma anche l’isteria che ha circondato gli ogm e persino i vaccini sono segni di un fenomeno tanto diffuso quanto pericoloso.
Le pseudoscienze sono sempre fondate su dogmi e ideologie che non possono essere messe in discussione.
Le teorie falsamente scientifiche non vengono mai formulate in modo tale da poter essere provate o smentite, i metodi sono segreti e rivelano una straordinaria utilità pratica, come la capacità di curare malattie gravi. I resoconti sperimentali o clinici sono spesso incompleti e frammentari e, soprattutto, non finiscono mai sulle riviste scientifiche, ma sui social.
E sui canali mediatici più potenti della nostra epoca gli pseudoscienziati non usano argomenti logici, bensì il linguaggio delle emozioni.
Ma perché preferiamo credere alla pseudoscienza? Perché la troviamo più naturale della scienza?
Gilberto Corbellini disegna una mappa dei pregiudizi più nocivi che colpiscono il nostro senso comune e, con la chiarezza e il rigore di un approccio naturalistico, ci guida alla scoperta delle origini e del modo di funzionare della pseudoscienza.
Un fenomeno che minaccia profondamente la nostra società: la intossica, perché mette alla prova le basi cognitive che permettono la complessa costruzione del tessuto morale e politico di ogni democrazia liberale. Mentre “la scienza”, spiega Corbellini, “favorisce la diffusione del pensiero critico e così produce libertà”.
Per scienza non si intende qualche spiegazione, scoperta o invenzione, cioè non tanto il contenuto di conoscenze di un particolare ambito di ricerca empirica, ma i metodi o processi e ragionamenti, nonché le forme psicologiche che li manifestano, attraverso cui queste conoscenze sono ottenute e costantemente riesaminate.
L’invenzione del metodo scientifico, ovvero un regolare uso nei secoli di alcuni modi di interrogare la natura per trovare risposte a problemi pratici o teorici, a partire dai greci, giungeva a maturazione, come abbiamo visto, nei primi decenni del Seicento, e introduceva nelle società umane una serie di vincoli cognitivi, cioè di strumenti di controllo sul ragionamento per usare in modo logicamente valido i fatti, che hanno canalizzato il pensiero e le decisioni umane non solo verso lo studio e la spiegazione del mondo circostante e la soluzione efficace di problemi contingenti, ma anche verso un’espansione crescente di libertà e di rispetto tra le persone.
La nostra specie ha percorso una lunga storia evolutiva, e a un certo punto alcuni gruppi hanno incontrato condizioni specifiche che hanno reso possibile o hanno richiesto l’organizzazione mentale di un particolare modo di usare gli strumenti del ragionamento astratto, già sviluppati attraverso la costruzione dei manufatti litici, applicandoli a fenomeni ben descritti ma non spiegati, e introducendo un controllo empirico delle teorie.
Le pseudoscienze sono elementi tossici per le società moderne e complesse, in quanto smantellano le basi cognitive e, di conseguenza, come vedremo, anche quelle morali e politiche della convivenza civile e dei processi decisionali che caratterizzano la superiorità culturale dei sistemi liberali: lo fanno distorcendo la percezione sociale della scienza e il funzionamento dei processi decisionali.
Gilberto Corbellini
NEL PAESE DELLA PSEUDOSCIENZA
2019. Feltrinelli editore, Milano.
Trasformare il mondo in un giardino e il giardino in un mondo.
Il giardino è immagine e metafora del vivere in armonia per disporsi a una relazione, che va ripensata, fra uomini, animali e natura.
“Tenete i pomodori in frigorifero? Tirateli fuori. Siete abituati a lessare gli asparagi? Male: gettate via un sacco di sapore con l’acqua di cottura. Molto meglio usare il microonde per lo stelo e saltare le punte in padella. L’aglio e la cipolla li tagliate grossolanamente oppure finemente, li schiacciate o li grattugiate prima di usarli? Perché, sì, fa la differenza. Cuocete le patate gettandole in acqua bollente o partite da acqua fredda? Perché, anche in questo caso, fa differenza.”
Questo l’incipit dell’introduzione de La Scienza delle Verdure di Dario Bressanini.
I semi hanno reso possibile la nostra alimentazione, hanno modificato il corpo umano e dato forma alla storia.
guardarli significa entrare in contatto con la meraviglia della natura, il mistero della vita, le radici dell'uomo.
Se è vero che da puro nutrimento il cibo si è presto trasformato in complessa e raffinata operazione che convoca gusti e intelligenze per assurgere allo status d'imprescindibile "linguaggio", il luogo domestico a esso dedicato, in adesione al codice culturale percepito come egemone, viene a rivestire un ruolo di non comune interesse.
Qualcuno si ostina a liquidare i cambiamenti climatici come fake news, ma la gran parte di noi è ben consapevole che se non modifichiamo radicalmente le nostre abitudini l'umanità andrà incontro al rischio dell'estinzione di massa.
Lo sappiamo, eppure non riusciamo a crederci. E di conseguenza non riusciamo ad agire.
"Ci farebbe bene scrivere delle nostre famiglie, senza nessuna finzione, senza romanzare. Solo raccontando ciò che è successo, o ciò che crediamo sia successo”.
Ritagliando instancabile silhoutte, tracciando schizzi, dipingendo ritratti e incidendo stampe, il pittore ginevrino Jean Huber (1721-1786), ospite regolare di Voltaire durante il suo ultimo ventennio di vita nei pressi del lago Lemano, ha avuto lo straordinario merito di coglierne la miica e i gesti della sua quotidianità attivissima.
"In nome della mia ormai pluridecennale consuetudine con le piante, ho immaginato che queste care compagne di viaggio, come genitori premurosi, dopo averci reso possibile vivere, vengano a soccorrerci osservando la nostra incapacità a garantirci la sopravvivenza.
"Il ricercatore, nel suo sforzo di esprimere matematicamente le leggi fondamenteli della Natura, deve mirare soprattutto alla bellezza".
David George Haskell rivolge le sue straordinarie capacità di osservazione a una dozzina di alberi in giro per il mondo, per dimostrare come la storia, l’ecologia e il benessere dell’umanità siano strettamente intrecciati con la vita delle piante.
Parliamo spesso di mente ma raramente ci interroghiamo su cosa sia davvero. Anzi, spesso lo diamo per scontato, convinti che risieda nel cervello, sia distinta dal corpo e riguardi in qualche modo la nostra sfera interiore.
C’è l’Islanda dei vichinghi e delle saghe, della natura incontaminata, delle canzoni di Bjork. L’Islanda degli elfi, delle piscine geotermiche e delle foto dei ghiacciai sulle bacheche degli amici in vacanza.
Ormai sappiamo tutto e abbiamo visto tutto.
Negli ultimi decenni le scienze biologiche hanno ricostruito i tratti evolutivi che ci legano agli altri animali (dai pesci ai primati) sul piano morfologico e genetico. Un risultato già stupefacente, se non fosse che ora – grazie a studiosi della finezza e percettività di Carl Safina – ci avviamo a un salto ulteriore: verificare l’incidenza di quei tratti a livello cognitivo e affettivo-emotivo.
Nel confondere memoria privata e memoria collettiva, antropologia e nostalgia, storia e politica, ciò che vorremmo è che il nostro mondo rimanesse quello che abbiamo conosciuto.
"Sono Odisseo, figlio di Laerte, noto agli uomini per tutte le astuzie, la mia fama va fino in cielo".
Libri che "non hanno finito mai di dire quel che hanno da dire", i classici sono davvero "infinitamente futuri".
Qual'è la natura del mondo materiale? Come funziona quel mondo? Che cos'è l'universo, e come si è formato? Che cosa è la vita? Da dove veniamo, e come siamo evoluti? Come e perchè pensiamo? Che significa essere umani? Come facciamo a sapere di esserlo?
Questo di Alida Airaghi è un libro profondamente autobiografico ma in maniera distanziata da un “gioco”: scrivere le varie sezioni “alla maniera di” tutti i più grandi poeti italiani del Novecento, da Gozzano a Saba, da Ungaretti a Montale, da Caproni a Luzi, da Zanzotto a Pasolini e altri ancora.
"Eravamo a Venezia in aprile, e io ero ebbra di luce acquamarina. E' una luce impalpabile, che gioca con le superfici mobili e scure dei canali, che luccica sulla pietra e sul marmo fondendoli insieme con molteplici sfumature, sempre acquamarina.
Mi fermo e non faccio nulla. Non succede nulla. Non penso nulla. Ascolto lo scorrere del tempo.
Circa settantamila anni fa, gli organismi appartenenti alla specie Homo sapiens cominciarono a formare strutture elaborate chiamate culture. Il successivo sviluppo di tali culture umane è chiamato storia.
Si sta facendo sempre più tardi, penso insieme ad Antonio Tabucchi mentre rifletto sull'avvicinarsi dei miei cinquant'anni che incalzano con le paure dei bilanci e del futuro che si accorcia. E per esorcizzare l'inquetudine di questa stagione di mezzo decido di chiamare a raccolta alcuni scrittori ... (Alessandra Urbani)
Che cos’era l’etichetta alla corte di Francia? A cosa serviva veramente? E per quale inclinazione sociale potenti signori, grandi dame, sottili politici, raffinati intellettuali si sottomettevano volenterosi alla sua schiavitù? Fu disciplinamento di una società che diveniva moderna o capriccio di monarchi assoluti?
L’arte antica del mosaico, nata presso le civiltà mesopotamica ed egiziana, fu molto apprezzata nel periodo alessandrino e si affermò poi con gli esiti mirabili che ci sono noti, presso i Romani, a partire dal II secolo a.C.
Tra il 1940 e il 1941 nel gulag di Grjazovec, 400 Km a nord di Mosca, un gruppo di ufficiali polacchi detenuti trova un modo decisamente inusuale, e quanto mai efficace, per resistere all'annientamento morale e intellettuale. A turno intrattengono i compagni di prigionia - accalcati in una stanza, esausti dopo le ore passate a lavorare all'aperto, nel gelo feroce dell'inverno russo - parlando di argomenti con cui hanno particolare dimestichezza.
Un breve scritto del grande Tolstoj focalizzato sulla sua scelta vegetariana. Il vegetarismo come primo passo per un'ascesa spirituale. La compassione e l'amore verso tutte le creature viventi.
"andaro dove misser Jacomo era in prigione, e per forza rupero, e lui tutto el tagioro in pezi con grande scempio che mai di bestia si facesse, mangiaro le sue carni"
Cronaca senese del XV secolo
"Con il cuore gonfio d'infinito amore per coloro che mi disprezzavano, partii per un paese lontano. Vissi e cantai per tanti, tanti anni. Se volevo cantare l'amore, cantavo il dolore e viceversa."
Franz Schubert
Un contributo di Gilles Clément al dibattito su ambiente, ecologia e comportamento umano. Uno sguardo alle problematiche di habitat, biodiversità, sistemi ecologici in generale alla ricerca di rimedi finalizzati a conservare nel tempo i caratteri del mondo come noi lo conosciamo.
La Food Revolution è un libro ricco di informazioni sui cibi, di dati statistici relativi allo stato di salute della popolazione statunitense e in gran parte validi per tutto il mondo occidentale, di precisazioni e di raccomandazioni pratiche su alcuni aspetti della nostra nutrizione, il tutto espresso in un linguaggio chiaro, semplice, comprensibile a tutti. E godibilissimo.
Marc Augè esplora in questo libro il gran teatro del bistrot con tutti i suoi attori. Considerato con gli occhi dell’etnologo, il bistrot è il regno delle relazioni “di superficie”, quelle in cui il gesto dello scambio importa assai più di ciò che lo motiva. Un grande bistrot nell’ora di punta è un luogo straripante di vita, di emozioni, in cui si scambiano parole per non dire nulla, gesti appena accennati, occhiate passeggere.
Unico detentore del linguaggio e del pensiero astratto, l'uomo crede di poter estendere questa unicità anche al suo assetto biomeccanico e alle sue facoltà sensoriali. In realtà, come dimostrano Mark Denny e Alan McFadzean in modo non di rado sconcertante, una così tenace prospettiva antropocentrica ha fondamenta fragili e illusorie.
Siamo entrati nell’era di Homo dieteticus. Crudisti, sushisti, vegetariani, vegani, gluten free, no carb: fra etica e dietetica la ricerca del modello alimentare virtuoso è diventata la nuova religione globale. E come tutte le religioni nascenti produce continue contrapposizioni, scismi, eresie, sette, abiure.
Temporali e cimiteri, land art e insetti, volpi volanti e dèi del giardino. Poi migrazioni, vagabondaggi, erranza umana e vegetale. Architetture urbane e del paesaggio. Radici secolari. Talpe sovversive e cani randagi. Un libro lungo vent’anni che raccoglie il farsi del pensiero e della pratica di Gilles Clément, giardiniere, paesaggista e filosofo francese.