Il rigorismo di Frank Martin
Carlo Piccardi

Come molti musicisti cresciuti in Svizzera Frank Martin si affacciò subito sulla scena musicale con sembianze eclettiche. La matrice francese si lascia riconoscere nei suoi primi saggi a volte in modo fin troppo limpido – come dimostra la Pavane couleur du temps (1920) dove la lezione raveliana appare assai più che una reminiscenza –, senza tuttavia implicare un allineamento nei confronti di acquisizioni culturali organicamente delineate nel contesto europeo.

PROFUMO DI PASSATO
Vincenzino Siani

In una cronaca di Napoli del 1898, in occasione di uno dei ritorni di Francesco Paolo Tosti nella città della sua formazione, Matilde Serao ne parlava in questi termini: “Ah, egli è sempre per noi, per tutti, l’autore di quelle appassionate romanze che sono Carmela e Dopo!..., che sono Vorrei morire! e Malia, l’autore di quelle romanze aggraziate, delicate che sono L’IdealeL’AprileChanson à Ninon, l’autore di quel pensiero musicale All’alba che ha in sé tutto l’ardore segreto di un sogno, tutta la delusione della realtà, ma il suo spirito d’arte si è sollevato a regioni più chiare e fresche e serene […] gli domandammo che ci ripetesse i suoi più antichi trionfi, gli cercammo, avidamente, che ci ridonasse, nel canto delle sue vecchie cose, di quelle che hanno fatto e che rifanno, anche adesso, il giro del mondo, le impressioni degli anni trascorsi e nella immaginazione e nella memoria, noi le ritrovammo, vivaci e limpide, come allora”.

I CONTI DI SCHUMANN CON LA TRADIZIONE CLASSICA
Carlo Piccardi

La Sonata in sol min. op. 22 di Schumann fu iniziata nel 1833 e portata a termine nel 1839, compiuta quindi prima dei trent’anni nel periodo in cui il compositore maturava in piena e polemica libertà l’ideale di una musica romantica preoccupata di rompere qualsiasi tipo di convenzione che la potesse legare al passato.

LA "SELVOSA IMMACOLATEZZA" DI BRUCKNER
Carlo Piccardi

È difficile trovare in tutto l’Ottocento personaggio più incollocabile di Bruckner, musicista che fu capace di lasciare un segno nella storia rimanendone fuori della porta come derelitto che nessuno comprese mai appieno nella sua ingenua vicenda artistica.

LA SFIDA DI VIVALDI
Carlo Piccardi

Fra gli autori che hanno avuto giustizia solo nel Novecento figura certamente Antonio Vivaldi, il cui nome ha cominciato a installarsi nei repertori grazie all’azione di isolati ricercatori (Arnold Schering, Marc Pincherle) e alle iniziative dell’Accademia Chigiana di Siena a partire dal 1939. È quindi da meno di un secolo che, dietro il suo nome, ha preso corpo la nozione di una musica che oggi sovrasta prepotentemente qualsiasi altra manifestazione del Settecento italiano.

SOLIDARIETA' ALL'OMBRA DEL PATERNALISMO
Carlo Piccardi

Alla gioviale cerchia del divertimento musicale cresciuta intorno a Schubert il modo innocuo in cui si profilava, sulla spinta della gioia di vivere e dell’edonismo tipicamente viennese, non bastava a sottrarla all’attenzione dell’occhiuto capo della polizia Sedlnitzky. Una sera in cui Schubert con gli amici era riunito in casa di Johann Senn irruppero gli sbirri a perquisire l’appartamento. Ne nacque l’imputazione di appartenenza ad associazione studentesca illegale, partecipazione a una riunione vietata ed “emulazione della vita degli studenti tedeschi”. Schubert e altri se la cavarono con l’accusa di insulto a pubblico ufficiale. Senn fu arrestato e trattenuto in carcere per quattordici mesi. A distruggere la sua carriera era bastata la frase colta nel diario di un suo compagno: “Senn è l’unica persona che ritengo capace di morire per un’idea”. Nutrire fede in un ideale a quel tempo e in quel luogo era una colpa che poteva stroncare il destino di un individuo.

LA "GIOVINE" MUSICA
Carlo Piccardi

L’Italia, si sa, fu una delle ultime nazioni in Europa a costituirsi politicamente in quanto stato. Mentre i regni di Francia, di Spagna e d’Inghilterra possono vantare un’esistenza secolare, essa ha atteso secoli per superare i particolarismi e, avendo raggiunto l’unità politica solo nell’Ottocento, è da considerare una “giovane” nazione che la storia successiva oltretutto (le guerre coloniali, la prima guerra mondiale, il fascismo e la resistenza) ha rivelato incompiuta nel suo “risorgimento”.

SULLA PISTA DEGLI INDIANISTI
Carlo Piccardi

Sicuramente il primo contatto degli europei con la musica americana avvenne all’ascolto della Sinfonia “dal nuovo mondo” (1893) di Antonin Dvořák che era sbarcato nel 1892 a New York per dirigervi il neocostituito conservatorio. Se il grande compositore boemo, assediato dai giornalisti, parlò spesso del valore delle melodie dei negri a cui si era ispirato (“Vi scopro ciò che è necessario per far fiorire una grande e nobile scuola nazionale”) è però la musica degli indiani quella che nella sua sinfonia vanta una presenza maggiore. Il suo secondo movimento si ispira dichiaratamente al popolare poema di Longfellow (Hiawatha) mentre lo scherzo, nel suo incitato galoppare, rimanda a feste e a danze indiane nella foresta. Il primo sentore musicale d’America non venne quindi dal ritmico e fragoroso prorompere delle espressioni degli ex schiavi negri (ragtime, jazz, ecc.), che avrebbero conquistato l’Europa solo due decenni dopo, bensì da manifestazioni più flebili e lontane che stimolavano la riflessione sulla natura selvaggia ai confini della ‘civiltà’.

MUSICA: SIMBOLO E MITO
Carlo Piccardi

La musica è fra le espressioni artistiche quella che più di ogni altra si dimostra in grado di affermare la sua autonomia di senso. Nel momento stesso in cui viene assegnata a compiti sociali, in cui viene a svolgere funzioni persino prosaiche, essa rivela la sua capacità di sfuggire all’abbraccio del reale per conservare un coefficiente di imponderabilità che ne fa una manifestazione conturbante e temibile. 

NOTE SUL VALZER
Carlo Piccardi

I trattati di storia della musica ci insegnano che molta musica strumentale deriva dalla danza: la gagliarda, la sarabanda, la corrente, la ciaccona, la passacaglia prima di diventare forme musicali autonome erano danze vere e proprie. Il minuetto, prima di trovare collocazione come tempo di sonata, di quartetto, di sinfonia, viveva già come danza. Non esiste però danza più del valzer che sia riuscita a impregnare di sé la musica di un intero secolo.