• SPORT, WELLNESS
  • 17 Maggio 2016

    Jogging

      Vincenzino Siani

    Persone che praticano un’attività fisica hanno un rischio di morte ridotto di quasi il 30% rispetto a soggetti sedentari: tuttavia, la dose ideale di esercizio che incrementi la longevità è tuttora incerta.

    Circa un anno fa, il Journal of American College of Cardiology ha pubblicato quanto emerso dal Copenhagen City Heart Study.
    L’obiettivo dello studio era di correlare cause di morte e pratica dello jogging valutando, inoltre, eventuali differenze legate alla quantità, all’intensità e alla frequenza adottate nel corso delle sedute atletiche.

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    A tal fine 1098 soggetti praticanti jogging e 3950 soggetti sedentari, di entrambi i sessi e di varia età, tutti in buona salute all’inizio del periodo di osservazione, sono stati seguiti per circa 15 anni; i dati rilevati sono stati studiati con metodi statistici.

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    La pratica dello jogging ha ridotto nei soggetti attivi il rischio di morte rispetto ai soggetti sedentari.
    Fra i praticanti, traevano maggiori benefici coloro che, nel correre, seguivano ritmi blandi o moderati e non quelli che sostenevano sforzi più intensi.
    Un’attività di jogging praticata per 2-3 volte a settimana, per 1-2,4 ore complessive, a un’intensità di esercizio media o bassa risultava la più correlata alla riduzione del rischio di morte.  

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    I risultati dello studio invogliano gran parte di noi a intraprendere un’attività che, pur blanda, abbia conseguenze positive sul piano della salute.

    Tuttavia, quando ci si voglia dedicare a “muoversi” per incrementare la nostra forma fisica, è bene, accertato lo stato di salute, sottoporsi a un’affidabile valutazione delle nostre capacità fisiche e motorie e, sui dati scaturiti dai test eseguiti, strutturare un programma di esercizio personalizzato.

    Solo così si eviterà di incorrere in “dosi di esercizio” troppo gravose e perciò rischiose, o troppo modeste e perciò poco allenanti.

    Distribuendo carichi, modulando frequenza, durata e intensità, un buon programma motorio ci consente di ampliare le nostre capacità fisiche e, contemporaneamente, allontanare i rischi per malattie cardiocircolatorie, metaboliche e degenerative.

    Tratteremo tutto ciò in successivi articoli.

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