• SPORT, WELLNESS
  • 19 Gennaio 2018

    Vegetariani e sport

      Vincenzino Siani

    Il numero dei vegetariani va crescendo in tutto il mondo e conseguentemente cresce anche il numero degli atleti vegetariani.

    Nel Vegetarismo confluiscono molteplici stili alimentari che convergono su un aspetto fondamentale: gran parte o tutti i cibi consumati derivano dal mondo vegetale. Lo stile vegano e quello ovo-latte-vegetariano sono i più frequentemente adottati: i vegani consumano esclusivamente alimenti vegetali per coprire il fabbisogno energetico-nutrizionale, gli ovo-latte-vegetariani vi accostano consumi di uova, miele, latte e derivati.

    Ci si chiede se la scelta vegetariana sia adeguata a coprire i fabbisogni energetico-nutrizionali di chi pratica specialità sportive in modo professionale o semiprofessionale. 
    Studi condotti in tutto il mondo e pubblicati in letteratura medico-scientifica internazionale hanno preso in considerazione gli aspetti tradizionalmente considerati più critici per i vegetariani in relazione al rischio nutrizionale: fra questi l’adeguatezza dell’apporto energetico, la copertura dei fabbisogni di Ferro, Calcio, Zinco e, per i vegani, della Vitamina B12.

    I riscontri ottenuti si possono sintetizzare in alcuni punti:
    1-    Sebbene i vegetariani consumino molti cibi a bassa intensità energetica e l'elevata assunzione di fibra possa ostacolare l'assorbimento dei principi alimentari, la copertura del fabbisogno energetico è comunque assicurata, a volte tramite un maggior numero di pasti.

    2-    A condizione che venga soddisfatto il fabbisogno energetico, le proteine vegetali assunte attraverso una ricca varietà di alimenti sono adeguate a soddisfare le necessità proteiche e forniscono tutti gli amminoacidi essenziali necessari al mantenimento dello stato di salute degli atleti.

    3-    L’aumentata assunzione di legumi e cereali a elevato contenuto di fitati limita nei vegetariani disponibilità e assorbimento di Ferro, con possibili ricadute sul livello di emoglobina e conseguentemente sulla prestazione atletica. Tuttavia, una recente metanalisi condotta su 15 studi che hanno indagato concentrazione e depositi di Ferro in vegetariani e onnivori non ha evidenziato differenze significative fra i due gruppi. La minore biodisponibilità del Ferro contenuto nei vegetali (ferro non-eme) ha indotto alcuni autori a raccomandare per i vegetariani quantità di assunzione di Ferro pari a 1.8 volte quelle dei non-vegetariani.

    4-    Gli introiti di calcio degli ovo-latte-vegetariani sono comparabili o addirittura superiori a quelli dei non-vegetariani; tali consumi tendono ad essere più bassi nei vegani e spesso al di sotto delle quantità raccomandate. Il rapporto Calcio/Proteine della dieta, più che la sola assunzione di Calcio, è predittivo dello stato di salute dell'osso: tale rapporto risulta elevato nelle diete ovo-latte-vegetariane, favorendo un’adeguata mineralizzazione ossea.

    5-    La vitamina B12 non è presente nei cibi vegetali se non, in minima concentrazione, in alcune alghe. Ai vegani si raccomanda l’integrazione di tale vitamina attraverso l’assunzione di prodotti di sintesi; gli ovo-latte-vegetariani sono in grado di ricavare adeguate quantità di vitamina B12 a partire da latte, uova e derivati consumati regolarmente.

    In conclusione, possiamo fare nostra la posizione ufficiale dell’American Dietetic Association and Detitians of Canada laddove si afferma che le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate dal punto di vista nutrizionale in ogni epoca della vita e anche per gli atleti; inoltre, comportano notevoli benefici per la conservazione dello stato di salute e prevengono numerose patologie.