• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 29 Maggio 2017

    Melone

    La specie ancestrale del melone ha molto probabilmente origini africane. Le prime coltivazioni risalgono a circa 4000 anni fa in Persia e in Africa.

    Dall’Africa la coltura del melone si sarebbe diffusa in India e in Cina, quindi nel Medio Oriente e in tutto il bacino del Mediterraneo. Raffigurato in alcuni dipinti messi in luce negli scavi di Ercolano, il Melone arrivò in Italia probabilmente nel I secolo a.C.. Plinio il Vecchio, in Naturalis Historia, documenta la presenza del melone in Italia nel I secolo d.C.; dalle regioni meridionali che per prime furono raggiunte da questa coltura, il Melone si diffuse in poco tempo nel resto della penisola.

    MELONE-CLASS SCIENT


    Caratteri botanici

    Il Melone è una pianta erbacea, con apparato radicale mediamente espanso, formato da radici cordiformi e fibrose. Il fusto è sarmentoso, strisciante o rampicante, quadrangolare, tomentoso, con biforcazioni numerose e lunghe anche 3 metri, provviste di cirri ramosi che consentono alla pianta di arrampicarsi attaccandosi a vari sostegni.

    Le foglie sono scabre, di colore verde pallido, palminervie, alterne e opposte ai cirri, di forma e dimensioni variabili (lunghezza 6-18 cm, larghezza 12-30 cm), da reniformi ad arrotondate, senza lobi o sinuato-lobate (3-5 lobi), con lembi ondulati e margini più o meno seghettati. Il picciolo ha sezione rotondeggiante; è peloso, lungo, ricurvo, grosso e fragile.

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    La specie è monoica-diclina e ha quindi i fiori unisessuati, maschili e femminili, sulla stessa pianta. I fiori sono ascellari, con corolla gialla, portati da peduncoli brevi: quelli maschili sono riuniti in infiorescenze e hanno 5 stami; quelli femminili, più grandi di quelli maschili, hanno peduncolo breve, lo stilo è grosso e corto con stigma 3-5 setto; l’ovario di forma sferica od ovoidale, è infero, triloculare, con placenta-parietale e ovuli anatropi. Vi sono anche fiori ermafroditi.

    I fiori maschili compaiono 8-10 giorni prima di quelli femminili e rimangono aperti un solo giorno; quelli femminili, invece, se non fecondati al primo giorno, si riaprono e rimangono ricettivi anche nei 2-3 giorni successivi. L’apertura avviene normalmente nelle prime ore del mattino e dura da 4 a 6 ore. Nel Melone domina l’eterogamia; l’impollinazione è operata prevalentemente da Imenotteri Apidi. Nonostante la copiosa fioritura che dura da maggio a settembre, solo il 10% dei fiori diventa frutto.
    Il frutto è una bacca (peponide) di forma e dimensioni variabili con le cultivar; altrettanto variabili sono l’aspetto e il colore dell’epicarpo (buccia vera e propria) e lo spessore e il colore del mesocarpo (che insieme all’epicarpo costituisce la scorza) e dell’endocarpo (polpa).

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    Il peso del frutto può variare da qualche centinaio di grammi a qualche Kg. La forma va da sferica a ovoidale; il colore della buccia da verdastro ad arancione a giallo, a bianco-giallastro; può essere liscia o verrucosa, solcata a spicchi quasiregolari, o con retatura più o meno densa e pronunciata. La polpa è zuccherina, succosa e acquosa, quasi sempre profumata; lo spessore è diverso secondo le cultivar.
    La porzione centrale del frutto è costituita dal tessuto placentare, che è spugnoso nella fase di crescita e riempie tutta la cavità ovarica e diviene flaccido e acquoso alla maturazione; vi sono immersi i semi, disposti lungo tre cordoni placentari.

    melone

    Il tenore zuccherino della polpa, a maturazione perfetta, variabile da cultivar a cultivar, è generalmente compreso fra il 6 e il 10-11%.
    
I semi, da 400 a 600 in media, sono di colore dal bianco al giallastro, piatti e oblunghi, appuntiti agli apici oppure arrotondati; hanno un peso unitario (1000 semi) di 32-35 grammi. Il loro stato di dormienza si protrae per circa 9 mesi e la facoltà germinativa può mantenersi anche per 6-7 anni. 
    Il seme germina in 8-12 giorni a una temperatura media di 18 °C. Per lo sviluppo vegetativo, il minimo termico oscilla intorno a 10-12 °C.
 Pertanto il Melone è pianta megaterma e trova in Italia, dall’estremo sud alla pianura Padana, l’ambiente idoneo alla coltivazione.

    Geografia agraria

    Ogni anno, nel mondo, si producono circa 27 milioni di tonnellate di meloni: Cina, Turchia, USA, Spagna, Marocco, Romania, Iran, Israele, Egitto e India sono, in ordine, i principali produttori mondiali. 
    Attualmente, circa 23000 ettari di territorio ospitano, in Italia, la coltura del melone, per una produzione totale di circa 580000 tonnellate: Sicilia, Lombardia, Emilia Romagna e Lazio sono le regioni più produttive.

    Coltivazione

    Il Melone predilige terreni di medio impasto, soffici, di struttura e stratigrafia tali da non consentire ristagni di umidità; terreni fertili con dotazione in humus discreta, ben forniti di Azoto, Fosforo, Potassio e Calcio. Le semine in campo si eseguono dalla seconda decade di aprile a tutto maggio. La germinabilità migliore si ha con semi di 2-3 anni. La quantità di seme occorrente per un ettaro va da 2 a 3 Kg. Una limitata quantità di prodotto si ottiene con coltura pacciamata, semiforzata o in serra, al fine di abbreviare i tempi di sviluppo e maturazione dei frutti e ottenerne una precoce disponibilità commerciale.

    Cultivar

    Il melone (Cucumis melo) presenta numerosissime varietà: alcune di queste, insieme ai principali caratteri distintivi sono riportate nelle Tabelle seguenti.

    MELONE CULTIVAR

    Raccolta

    La raccolta inizia generalmente in giugno (90-110 giorni dopo la semina) e continua per tutto agosto. I meloni prodotti con coltivazione forzata maturano 10-20 giorni prima di quelli coltivati in campo.
    La raccolta dei meloni invernali avviene alcuni giorni prima della maturazione; vengono conservati appesi in locali asciutti e illuminati o coricati su strato di cartone, in magazzini con temperature di 3-4 °C e con 80-85% di umidità relativa.

    Effetti sullo stato di salute

    Il melone, particolarmente nelle varietà di colore arancione, contiene numerose sostanze antiossidanti, soprattutto beta-carotene. E’ ricco di potassio e acido folico, necessario alla sintesi dell’emoglobina e in gravidanza.

    MELONE DESTATE

     MELONE COMP NUTR

    Fonte: INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

    Crediti per la immagini inserite nel testo
    immagine 1: www.alimentipedia.it
    immagine 2: www.rijkzwaan.nl
    immagine 3: www.savinivivai.it