• "FRAMMENTI E COLLAGE"
  • 18 Dicembre 2014

    L'incanto del cibo

    “All’ora in cui io scendevo a informarmi sul menu, il pranzo era già cominciato e Françoise, che impartiva ordini alle forze della natura trasformate in sue ancelle, così come nelle fiabe i giganti si fanno assumere come cuochi,

    incitava il carbone, affidava al vapore le patate per lo stufato e faceva perfezionare dal fuoco i capolavori culinari precedentemente preparati in recipienti da ceramisti che andavano da grandi marmitte, pentole, paioli e pesciere fino alle terrine per la cacciagione, agli stampi per i dolci e alle ciotole per la crema, passando attraverso una collezione completa di casseruole di tutte le misure. Mi fermavo a guardare sulla tavola, dove la sguattera li aveva appena sbucciati, i piselli allineati e numerati come biglie verdi di un gioco; ma a mandarmi in estasi erano gli asparagi, intinti nel rosa e nell’oltremare e la cui punta, finemente spruzzata di malva e di azzurro, sfuma insensibilmente fino al gambo – pur segnato, ancora, dal terriccio della pianticella – con iridescenze che non appartengono alla terra. Mi sembrava che quelle sfumature celesti rivelassero le deliziose creature che si erano divertite a metamorfosarsi in legumi e che attraverso il travestimento della loro carne salda e commestibile lasciavano scorgere in quei colori teneri d’aurora, in quegli accenni d’arcobaleno, in quello spegnersi di sere azzurre, l’essenza preziosa che io potevo ancora riconoscere quando, dopo che ne avevo mangiato a pranzo, giocavano per tutta la notte lo scherzo, poetico e grossolano come una fantasmagoria di Shakespeare, di trasformare il mio vaso da notte in una profumiera.”

    (Marcel Proust: Alla ricerca del tempo perduto. Traduzione di Giovanni Raboni. Volume primo, pagg. 147-148. 1983 Arnoldo Mondadori Editore, Milano)

    La cucina e i suoi arnesi, la preparazione dei piatti, i piselli, i colori e gli asparagi, i sensi, lo sguardo partecipe e sentimentale, i giganti e Shakespeare, le essenze odorose: nella percezione del cibo si condensano la fisiologia dei sensi e i riflessi del vissuto.