• "FRAMMENTI E COLLAGE"
  • 27 Novembre 2015

    Il viaggio del vino

      Vincenzino Siani

    Il vino è il prodotto della fermentazione alcolica dell’uva, frutto della Vite, genere dalle molte specie, alcune di origine naturale altre dovute all’opera dell’uomo.

     A oggi, la coltura della vite è sviluppata nel mondo su una superficie di circa 8 milioni di ettari e permette di produrre circa 300 milioni di ettolitri di vino l'anno.

    Gli attuali vini di qualità derivano tutti da Vitis vinifera L.; tuttavia, con ogni probabilità, i primi processi di vinificazione riguardarono i frutti di Vitis vinifera L. subsp. sylvestris, le cui origini risalgono a circa 2,5 milioni di anni fa. La sua domesticazione avvenne circa 7000 anni fa nelle regioni alte della “mezzaluna fertile”, area geografica segnata dai fiumi Tigri ed Eufrate dove iniziò, circa 11000 anni fa, la rivoluzione del Neolitico.
    Queste terre orientali videro i primi raccolti di cereali; qui l’uomo scoprì e, successivamente, riuscì a controllare i naturali processi della fermentazione dai quali sarebbero derivati il pane, il formaggio e il vino.

    immagini.4ever.eu

    Oggi conosciamo le proprietà del vino, fondamentalmente legate all’alcool e alla presenza di numerose sostanze antiossidanti (resveratrolo, polifenoli, cianidina, quercetina, ecc.).
    Il resveratrolo, presente nelle bucce e nei semi dell’uva, si è dimostrato capace di arrestare la crescita di cellule neoplastiche umane in coltura; polifenoli, fenoli e tannini contenuti nel vino, associati alla dieta mediterranea, hanno azione preventiva su molte malattie dell’apparato circolatorio e attenuano i processi dell’invecchiamento.

    Nell’antichità, le proprietà analgesiche, psicotrope, vasodilatanti e disinfettanti del vino, evidenziate dall’esperienza dell’uso, conferirono a questa bevanda un ruolo centrale nella medicina e nell’alimentazione umana e fu rapidamente adottata dalle popolazioni dell’epoca.

    Dai luoghi di origine, il vino si diffuse a Occidente verso Egitto e Mesopotamia (circa 3500-3000 a.C.), raggiunse Creta e la Grecia (entro il 2200 a.C.) e, successivamente, l’intero bacino del Mediterraneo e l’Estremo Oriente.

     Tebe Tomba di NaKht

    Dall'Egitto la pratica della vinificazione si diffuse presso gli Ebrei, gli Arabi e i Greci; questi ultimi dedicarono al vino una divinità, Dionisio, Dio della convivialità.
    Vite e vino consentirono l’estensione dei riti e l’integrazione delle culture dei popoli mediterranei.

     La rotta del vino toccò la Sicilia, raggiunse i Sabini e poi gli Etruschi i quali estesero la coltivazione dell'uva dalla Campania sino alla pianura Padana; dalla penisola italiana il vino raggiunse l’Europa Centrale.

    L’antico nome dell’Italia era Enotria, il Paese del Vino. E il vino, infatti, appartiene da sempre al tessuto storico, sociale e culturale italiano così come a quello degli altri paesi che si affacciano sul Mediterraneo.

    Abbiamo evidenze che avvalorino che il percorso del vino fu proprio da Oriente a Occidente e dal Sud del Mediterraneo all’Europa Centrale?
    L’acquisizione di nuove conoscenze in campo geologico, ecologico e storico e moderne tecniche d’indagine legate alla biologia molecolare e alla genetica, applicate in archeologia hanno consentito di tracciare la rotta seguita dal vino nel processo che ne ha visto la diffusione dai luoghi di origine ai molteplici approdi occidentali. Esemplare di tutto ciò quanto è seguito al casuale rinvenimento in terra irpina di una pianta di vite ancora attiva, dalla venerabile età di circa 300 anni, probabilmente la più vecchia del mondo.

    Coppa attica a figure rosse del pittore Makron. 490 a.C.  Museo del Louvre Parigi

    Il suo nome è “Sirica”: il vino che se ne produce è rosso, corposo, dolce, molto più ricco di antiossidanti rispetto a tutti gli altri rossi conosciuti. La genetica e l’archeologia ci rivelano la sua provenienza da territori asiatici e illirici, il suo approdo a Siri, porto ionico della Magna Grecia, il percorso che attraverso la via Appia-Traiana e la Lucania la condusse presso i Sanniti; questi, seguendo la lezione degli Etruschi, grandi vinificatori, la innestarono con viti selvatiche autoctone. In terra campana, fertile per le ricche sostanze vesuviane, la vite orientale trovò ricetto, sposò una specie italica e, migrante in terra straniera, si adeguò a essere trattata secondo le usanze locali. La vendemmia ne rivelò la felicità. 

     anfore

     

    Crediti per immagini:

    Figura 1: immagini.4ever.eu