• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 16 Gennaio 2017

    Percorsi di educazione sensoriale: il gusto

      Cristina Chiappa

    L'educazione è un processo naturale che si acquisisce attraverso esperienze vissute dall'individuo nell'ambiente.

    Ogni intervento educativo deve essere finalizzato allo sviluppo della personalità umana.
    Maria Montessori definiva il Bambino il “costruttore dell’uomo”: “Non esiste uomo che non sia stato formato dal bambino che egli era una volta”.

    In tal senso occorre porre una cura particolare all’ambiente per predisporre una serie di esperienze che consentano lo sviluppo delle potenzialità di cui il bambino è dotato. Il bambino agli inizi apprende in maniera inconsapevole, in seguito passerà dall’inconscio alla coscienza.

    La mente del bambino ha nei confronti dell’ambiente un potere di assorbimento fortissimo: i suoi strumenti primari sono gli organi sensoriali, la cui laboriosità precede e prepara l’attività mentale vera e propria. I sensi sono il punto di contatto con l’ambiente e il mezzo per prenderne possesso.

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    A nostro avviso una corretta educazione sensoriale riferita al cibo deve iniziare già in età prescolare

    Le esperienze sinora proposte dalla scuola dell’obbligo puntano sulla presentazione dei cibi e dei loro valori nutrizionali ma, fondamentalmente, hanno una connotazione negativa, proibizionista. Si comunica ai ragazzi quali cibi è bene mangiare e quali no, tralasciando gli aspetti legati al piacere, sia dei sensi che della scoperta, del fare, del gioco, della convivialità.

    Lo stile metodologico dell’educare dovrebbe avere un’impostazione estetica: conoscere con la sensazione e attraverso i sensi.
    “La conoscenza è il rapporto tra i due processi che chiamiamo pensare e sentire. Dal loro incontro nasce ciò che chiamiamo sapere.” dice Dallari occupandosi di arte; ciò è applicabile anche ad ogni intervento educativo. Un’educazione estetica alla sensorialità, cioè alla capacità di sentire, è un allenamento all’utilizzo dei sensi nella percezione del mondo e concorre ad una crescita armonica della personalità.

    Gli obiettivi principali dei laboratori sensoriali rispetto al progetto educativo sono:
    • la percezione del sé corporeo attraverso attività laboratoriali riguardanti in modo particolare i cinque sensi;
    • la capacità di sviluppare conoscenze attraverso esperienze dirette con materiali di vario genere;
    • la capacità di avere scambio comunicativo ed emotivo con l’altro;
    • la capacità di avvicinarsi alle esperienze dei linguaggi non verbali.
    Con bambini di età prescolare non solo è possibile parlare di educazione sensoriale riferita al cibo, ma è auspicabile e molto, molto divertente.

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    Merenda ad occhi chiusi

    Ecco un’esperienza sensoriale fatta con bambini di 4 e 5 anni in una classe di scuola dell’infanzia.
    Dopo aver riscontrato una sorta di ansia nei bambini, soprattutto i più grandi, legata al “cosa viene dopo?", “Dopo cosa facciamo?” che portava ad interrompere quanto si stava facendo nel momento attuale, si è cercato di sensibilizzare i bambini sul fatto che se stiamo a pensare a cosa accadrà dopo, ci perdiamo quello che sta accadendo ora.
    E’ bene cercare di sviluppare un atteggiamento interiore finalizzata a vivere ciascuna azione e ciascuna situazione con la massima pienezza e intensità, unitamente alla massima consapevolezza delle proprie sensazioni profonde. Come dicono i buddhisti: "se mangi, mangia", "se cammini, cammina", "se dormi, dormi", cioè qualsiasi cosa si stia facendo questa deve essere eseguita con la massima pienezza, essendo sempre presenti a sé stessi, con la consapevolezza e la piena comprensione di ciò che si sta facendo. Così, una mattina, si è proposto un “esperimento”, di fare “una cosa difficile”: facciamo merenda ad occhi chiusi e in silenzio.

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    Alcuni bambini hanno apprezzato l’esperienza tanto da riproporla a casa, ai loro genitori, durante l’ora di cena: hanno chiesto di mangiare a occhi chiusi, in silenzio, SPEGNENDO LA TELEVISIONE.

    Un bambino di 4 anni, in seguito a questa esperienza, ha riflettuto sul concetto di tempo, su cosa è il passato. Definito da lui “Il sole che va via... è l’ombra del sole e il futuro è l’ombra di un altro sole che ti dice quello che devi mangiare: le verdure, l’insalata... è un sole che deve venire”.

    Dopo qualche giorno introduco i bambini al concetto di “inter – essere”, in modo semplice, partendo dalla nostra merenda.
    Chiedo loro cosa vedono guardando la propria merendina. Dopo le loro osservazioni, che sono descrizioni percettive, mi spingo oltre.

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    Dico loro che io nella merendina di Francesco, una fetta di kinder paradiso, vedo il latte e la mucca che lo ha donato, il contadino che ha munto la mucca, il signore che ha trasportato il latte fino alla fabbrica che produce le merendine; poi vedo il grano e il contadino che lo ha seminato, curato e colto, quello che lo ha trasportato al mulino, vedo il mugnaio che ha trasformato il grano in farina, il signore che ha portato la farina alla fabbrica delle merendine; vedo le uova, le galline che le hanno donate e la contadina che le ha raccolte; vedo i signori che lavorano nella fabbrica e preparano la merendina; i signori che trasportano le merendine fino al supermercato; i signori e le signore del supermercato che mettono le merendine negli scaffali; la mamma che è andata a comprarla e poi vedo la faccina felice di Francesco che la mangia contento.

    Se guardo ancora meglio mi accorgo che ognuna delle persone che ha contribuito alla creazione di quella merendina ha un papà e una mamma, e se togliessi anche un solo elemento, una sola persona...quella merendina non sarebbe lì.

    Ha molto divertito questa ricerca strana, poi ognuno l’ha condotta per ciò che concerne la sua merendina disegnando le sue riflessioni. 

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