• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 18 Dicembre 2017

    Noci

     Il noce da frutto o noce bianco (Juglans regia) deriva il suo nome da “Jovis”, Giove e “glans”, ghianda: ghianda di Giove, alimento consacrato dai Romani alla più grande divinità.

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    Pianta originaria dell’Asia centrale e sud-occidentale, delle regioni a clima temperato-caldo dell’Asia Minore, già presente in Europa centrale nell’era Terziaria, il Noce si spostò verso sud in seguito alle glaciazioni, estendendo il suo areale nell’era Quaternaria dalla Penisola balcanica all’Asia centrale.

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    La pianta è oggi coltivata in Europa, nelle Americhe (la California è il maggior produttore mondiale), Iran, India, Tibet, Cina. Testimonianze archeologiche indicano che i frutti del noce venivano utilizzati come alimento già agli inizi del Neolitico; Plinio il Vecchio attribuisce ai Greci l’importazione in Europa di questa coltura tra il VII e il V secolo a.C. dall'Asia minore; coloni inglesi la introdussero nel continente americano.
    In Italia è diffuso su tutto il territorio fino a quote di 1200 m di altitudine.

    Descrizione

    Il noce è un albero dal portamento maestoso: ha tronco robusto e diritto, corteccia liscia, grigio-biancastra in gioventù, più scura e con fessure verticali in età più adulta; chioma ampia, folta, tondeggiante; può raggiungere l’altezza di 30 metri.
    Le radici sono vigorose e fittonanti; le foglie caduche, alterne, composte e imparipennate, di colore verde scuro la pagina superiore, più chiara quella inferiore.

    FIORI DI NOCE

    E’ pianta monoica; i fiori appaiono sui rami dell’anno precedente prima della comparsa delle foglie: quelli maschili, riuniti in amenti penduli lunghi 10-15 cm e provvisti di numerosi stami, si schiudono prima di quelli femminili; questi ultimi sono solitari o riuniti in gruppi di 2-4 e appaiono sui germogli dell'anno, insieme alle foglie.

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    Il frutto del noce è una drupa: il mallo (esocarpo), involucro esterno spesso e consistente, ricopre il nocciolo interno (endocarpo), legnoso, di forma ovoidale, diviso in due valve, contenente il seme formato da 2 gherigli allocati nel guscio e distinti da un falso setto lignificato. I gherigli sono ricchi di oli e rappresentano la parte edule del frutto. Il noce fiorisce fra aprile e maggio; i frutti maturano in autunno.

    Coltivazione e Habitat

    Juglans regia predilige terreni profondi, basici o anche debolmente acidi e calcarei, mediamente sciolti, ben areati, ricchi di sostanza organica, dal buon apporto idrico, soprattutto in primavera. Il noce, pur adattandosi a diversi ambienti, predilige la media collina, esposta a sud o a ovest, protetta dai venti. Gli alberi, generalmente innestati, cominciano a produrre al quinto-sesto anno. Sono in piena produzione al 25° anno e fruttificano fino all’età di 70 anni.

    Cultivar

    Fra le numerose varietà citiamo:

    • Sorrento: la più diffusa in Italia, soprattutto in Campania. Produce frutti di grandezza media, di forma ovale, di buona qualità. Matura a fine settembre.

    • Franquette: coltivata in Italia centrosettentrionale e nelle zone più fresche del Sud. Produce frutti grossi, di forma ovale, di ottima qualità.

    • Hartley: ben adattata sia a Nord che a Sud. Produce frutti grossi, di forma subovale, di buona qualità.

    • Serr (California): dai frutti grossi e carnosi

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    Usi

    Il noce è largamente coltivato per i suoi molteplici usi:

    • Legno: produce un legno duro, piacevolmente venato e dal colore caratteristico per la produzione di mobili.

    • Frutti: le noci sono prevalentemente consumate come frutta secca; vi si può ottenere un olio alimentare, l'olio di noci.

    • Le noci non ancora mature sono molto usate anche per la produzione di nocino, liquore diffuso in Europa.

    • Foglie e germogli: vengono usati per la produzione del vino di noci, facendoli macerare nell'alcool come base del vino. Le foglie e il mallo sono ricchi di tannini, di vitamina C, acido citrico, acido malico, oli essenziali, quercetina.

    Produzione

    La produzione mondiale di noci è di circa 700000 tonnellate: gli U.S.A. coprono quasi il 50%, seguiti dalla Cina 20%. In Italia si raggiunge il 3% della produzione mondiale. Una pianta in piena produzione è in grado di fornire 50-70 kg di frutti per anno. La raccolta dei frutti avviene da metà settembre a fine ottobre.

    Prima di essere posti in commercio, i frutti devono essere sottoposti a:

    - smallatura, per evitare l'annerimento del guscio;

    - lavaggio, per eliminare ogni residuo del mallo;

    - imbiancatura con anidride solforosa;

    - essiccazione graduale allo scopo di abbassare l'umidità al 4-5%;

    - selezione, calibratura e confezionamento.

    Proprietà nutrizionali delle noci

    Acidi grassi insaturi, notevole presenza di arginina, vitamine, minerali e fibra alimentare caratterizzano la composizione nutrizionale delle noci.
    Fra gli acidi grassi insaturi, nelle noci è particolarmente contenuto l’acido alfa-linoleico, appartenente alla famiglia degli acidi grassi omega-3, dagli effetti positivi sull’apparato cardiocircolatorio.

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    Dall’arginina, aminoacido essenziale, le cellule endoteliali ottengono nitrossido, sostanza in grado di prevenire e contrastare i fenomeni dell’arteriosclerosi. Vitamina E e acido folico svolgono funzioni antiossidanti, contrastando i danni indotti da radicali liberi. Molto elevato risulta l’apporto energetico. Le noci sono inoltre ricche di minerali (rame, zinco, magnesio, ferro e fosforo) e vitamine del gruppo B.

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    Fonte: INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

    Crediti per le immagini
    foto di copertina: www.morasta.it
    foto 1: www.giardinaggio.org
    foto 2: www.lacasadellestetica.it
    foto 3: www.giardini.biz
    foto 4: casa.atuttonet.it