• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 8 Maggio 2017

    L'Albicocco e i suoi frutti

    L’albicocco è originario della Cina settentrionale, dove si trova allo stato spontaneo, e forse anche di altre regioni asiatiche.

    Storia

    Venne importato in Italia in epoca romana dalle regioni dell’Armenia e della Grecia (Mantegazza ne attribuisce ad Alessandro Magno la diffusione nell’Epiro) e si diffuse poi largamente. Dall’Italia passò in altri paesi d’Europa e verso il 1700 fu introdotto in America. Il suo nome sarebbe derivato dal termine “Praikokion”, da cui il latino “Praecocium”, lo spagnolo Albaricoquero. Il nome volgare Armugniaca deriverebbe dal greco Mailon armeniacon (rammentato da Dioscoride, lib. 1, cap. 165). Al nome Praecocium i latini aggiunsero armeniacum (Plinio, Palladio, Columella); fin da quei tempi, l’albicocco era, quindi, noto e diffuso in Italia.

    Descrizione

    L’albicocco è un albero di medio sviluppo, generalmente può oltrepassare i 6 metri di altezza, eccezionalmente i 9-10.
    Ha chioma slargata e rotondeggiante; il tronco è robusto, la corteccia rossiccia, i rami protesi disordinatamente, piuttosto fragili e di colore rossastro in giovane età. La radice è piuttosto fittonante.
    Le foglie alterne, glabre, verde-lucente nella pagina superiore, pallide nell’inferiore, coriacee, ovali o quasi tonde, cuoriformi alla base, con margine doppiamente dentato, picciuolo lungo.

    ALBICOCCO IN FIORE
    Fiori subsessili, solitari o appaiati con petali obovati bianchi o leggermente rosei, provenienti da gemme che si trovano esclusivamente sui rametti di un anno. L’albicocco fiorisce in febbraio-marzo, subito dopo il mandorlo.
    Il frutto è una drupa globosa e oblunga, ombelicata, con epicarpo coperto da morbida lanugine, raramente glabro; è di colore giallo aranciato, rossastro o biancastro, dal rosso più intenso nelle parti più esposte al sole, provvisto di un solco longitudinale più o meno profondo.
    La polpa è di sapore dolce, consistente e succulenta, profumata; il nocciolo più o meno spiccagnolo, liscio, cuoriforme, con due suture prominenti, racchiudente una mandorla amara, più raramente dolce. Il frutto matura in giugno-luglio.

    ALBICOCCHE-IMMAGINE

    Geografia agraria

    L’albicocco è molto diffuso in Italia, specialmente nelle regioni meridionali. Le coltivazioni più notevoli sono in Campania (comuni vesuviani, Penisola sorrentina, agro di Pozzuoli, Gragnano, Casoria), nelle Puglie (Bisceglie, Manfredonia), nella Venezia Tridentina (Val Venosta); seguono la Liguria (Savona), la Sicilia, la Toscana, la Calabria, il Lazio, l’Emilia (Forlì e Bologna), gli Abruzzi. In tutto il bacino del Mediterraneo l’albicocco viene ampiamente coltivato e si è spinto in località riparate del Nord della Francia. Negli Stati Uniti d’America hanno particolare importanza le coltivazioni californiane; in Asia quelle della Siria.
    L’albicocco vive bene in clima temperato caldo, dove non si verifichino gelate tardive, data la sua fioritura precoce. Nell’Italia settentrionale la coltivazione si è spinta anche in località montane, in esposizioni protette. Così nella Venezia tridentina sono famose le coltivazioni della Val Venosta, sopra Merano, e anche in altre valli vicine, fino ad altitudini di circa 700 metri. Resiste anche a temperature di -17°C.

    ALBICOCCO-CULTIVAR

    Biologia

    L’albicocco ama terreni piuttosto sciolti, ma vegeta bene anche in quelli sassosi, purchè non vi difetti l’acqua. Il seme non riproduce fedelmente i caratteri della razza. L’innesto, oltre che sul franco, può farsi sul susino, sul mirabolano, sul mandorlo, sul pesco.
    I semi conservano la facoltà germinativa anche per 6-7 mesi e danno alte percentuali di germinazione. L’albicocco inizia la fruttificazione dal 3° al 5° anno a seconda del portainnesto e delle condizioni locali; entra in buona produzione al 10° anno e in piena al 15°; al 50° anno decade.

    Varietà

    Le varietà di albicocco coltivate con successo in Italia sono molto numerose: alcune sono state importate (Pesca di Nancy, Luiset, Paviot, Esperen, Pelissier), ma esiste un buon numero di specie indigene. Maturano fra maggio e luglio.

    Composizione nutrizionale


    Il frutto fresco presenta le seguenti caratteristiche: polpa 94%, buccia 1%, nocciolo 3,8%, seme 1,2%.
I frutti possono essere consumati allo stato naturale, oppure disidratati, essiccati, sciroppati, in bevande come succhi di frutta.

    ALBICOCCO-COMP NUTR

    ALBICOCCO-COMP NUTR 3

    ALBI DISIDR

    ALBICOCCO-COMP NUTR 6

     ALBICOCCA OIN PRIMO PIANO