• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 13 Ottobre 2015

    Il miele di acacia: un miele dolce ma non troppo

      Antonella Canini, Elena Pichichero, Lorena Canuti, Donatella Leonardi

    La robinia (Robinia pseudoacacia L., Famiglia Leguminosae) è una pianta a portamento arbustivo ed arboreo, che può raggiungere i 25 m di altezza.

    Ha tronco ruvido con corteccia scura solcata da striature longitudinali sinuose. Dispone di un apparato radicale robusto e particolarmente pollonifero. La chioma è ramificata. Le foglie sono addensate, alterne, imparipennate composte (cioè ogni foglia è formata da 9-12 foglioline e termina con una foglia all'apice della nervatura centrale). Le foglioline, a loro volta, sono obovate, regolari e di un verde brillante. Le stipule, situate alla base delle foglie, sono spesso trasformate in spine.

     alberi

    I fiori della robinia, riuniti in infiorescenze a grappoli pendenti, sono costituiti, come nelle altre Papilionaceae, da 5 petali con nomi specifici: vessillo, due ali laterali e carena, formata da due petali fusi insieme che contengono stami e pistillo. Il colore dei petali è generalmente bianco, ma può essere anche rosato.
    L'androceo è formato da 10 stami, nove dei quali sono riuniti a formare la parte essenziale del pistillo, mentre uno è libero. Il calice, formato da 5 sepali, è gamosepalo a denti triangolari.
    Il frutto è un legume contenente da tre a dieci semi.
    La fioritura della robinia avviene generalmente in maggio, con una durata media di 15 giorni. Nelle zone di montagna il suo periodo di fioritura si sposta nell'estate.
    I granuli di polline di robinia sono triangolari se visti dall'alto (visione polare) e ovali se visti di fronte (visione equatoriale) con 3 solchi; misurano circa 30 x 32 µm. 

    ROBINIA FIOR

    Nella robinia il nettare viene prodotto nel fondo del fiore, alla base del tubo formato dagli stami, e risulta facilmente accessibile agli insetti grazie a due aperture ai lati dello stame libero. La quantità di nettare prodotto in 24 ore è abbondante (1,7-2,9 mg) con un contenuto zuccherino del 34-59%.

     ROBINIA POLLINE AL MICRO OTTICO

    Storia

    Robinia pseudoacacia, comunemente nota come falsa acacia o semplicemente robinia, è una pianta arborea originaria dell'America del Nord che fu importata in Europa nel XVII secolo a scopo ornamentale da Jean Robin, giardiniere ed erborista del re Enrico IV di Francia. Il nome della specie deriva dal greco pseudès, che significa falso, e Acacia per il cambiamento del nome effettuato da Linneo, che denominò il genere riferendosi al cognome del suo importatore, Robin.

    In Italia apparve più tardi, verso la fine del secolo XVIII, sporadicamente e quale pianta da giardino; dimostratasi subito vigorosa e di facile adattamento a diversissime condizioni pedoclimatiche, passò ad usi forestali, tanto che già nel secolo scorso era considerata più pianta da bosco che da giardino. Attualmente è la specie esotica più diffusa in Italia ed in Europa, in particolare nelle regioni danubiane. Il suo legno, molto duro e resistente, viene impiegato soprattutto per pali, stanghe e come combustibile. I dolci fiori di robinia si possono mangiare dopo essere stati immersi in una pasta per frittelle e quindi fritti.

    Distribuzione

    La robinia si è diffusa rapidamente in Europa, insediandosi nei terreni più sterili e spesso invadendo i boschi, in questo ambiente nuovo e privo di parassiti si è naturalizzata in un areale assai vasto, dal livello del mare fin oltre i 1000 m, moltiplicandosi soprattutto nella zona del castagno e diventando infestante.
    In Italia la robinia è distribuita su una fascia altimetrica che va dal livello del mare fino a più di 1.000 - 1.500 m s.l.m.; è rintracciabile ovunque: forma siepi arbustive lungo le strade e le ferrovie, oppure, in portamento arboreo, è mescolata a molte altre specie, come querce, castagni, pini ecc. Le regioni in cui è maggiormente diffusa sono il Piemonte, in cui i boschi di robinia si estendono su una superficie di 85.000 ettari, in Lombardia, Veneto e Toscana e si sta diffondendo velocemente in altre regioni. La sua rapida capacità di diffusione dipende dalla sua forte capacità di adattamento.

     ROBINIA ALBERO

    La robinia è una specie rustica che ha minime esigenze climatiche, predilige climi mesofili ma è in grado di sopportare la siccità estiva; non ha particolari esigenze di terreno, infatti si adatta anche ai tipi di suoli più sfavorevoli: sabbiosi o argillosi, aridi e asciutti.
    La robinia appartiene alla famiglia delle Leguminose e come tale è in grado di formare simbiosi con batteri azotofissatori che le consentono di migliorare il terreno in cui si insidia.
    Per il suo apparato radicale particolarmente vigoroso, la robinia viene piantata frequentemente per consolidare scarpate, terreni franosi o di riporto. Esige una luce intensa, ma può sopportare, negli stadi giovanili, un parziale ombreggiamento. È ritenuta pianta infestante poiché, a causa della sua forza pollonifera, rigetta abbondantemente se ripetutamente tagliata, prendendo il sopravvento sulle specie locali.

    Miele di Acacia

    Tra i diversi tipi di miele quello di robinia è senza dubbio il più estesamente conosciuto ed apprezzato in Italia, in quanto riunisce le caratteristiche maggiormente gradite al consumatore. Per dichiarare un miele uniflorale di robinia, più diffusamente noto come miele di acacia, è sufficiente una presenza di granuli pollinici (Fig. 2) di questa specie, iporappresentati, nella misura del 15-30%, contro il 45% richiesto per i pollini normalmente rappresentati.

     alveare

    Le pregiate caratteristiche del miele puro possono essere facilmente alterate, oltre che dall'andamento stagionale, dalla presenza di altri nettari o da errate pratiche produttive. Anche piccole quantità di altri nettari che si aggiungano al raccolto principale possono contaminare il prodotto finale, rendendolo semplicemente un millefiori. La sua particolare fluidità è dovuta all'elevato contenuto di fruttosio (59-60%), mentre glucosio (35-37%) e saccarosio (3-5%) sono relativamente scarsi.

    MIELE ORGANOLETTICI


    Essendo costituito prevalentemente di zuccheri semplici (fruttosio e glucosio) presenta una facile digeribilità. Il glucosio entra infatti direttamente in circolo e viene quindi utilizzato immediatamente mentre il fruttosio è consumato più lentamente garantendo un apporto energetico diluito nel tempo. E’ per questo motivo che viene consigliato nell’alimentazione dello sportivo, nell’alimentazione geriatrica e nella dieta dell’età scolare.
    L’elevato contenuto di fruttosio conferisce al miele di acacia un basso indice glicemico rispetto ad altri tipi di mieli e al saccarosio, contrariamente a quanto comunemente noto. L’indice glicemico del saccarosio è più o meno pari a 68, mentre quello del miele di acacia è generalmente pari a 32. Per questo motivo può essere consigliato come dolcificante sostitutivo nell’alimentazione di soggetti diabetici (principalmente diabete di tipo 2).

    APE-ACACIA

    Il miele di acacia è povero di sali minerali e ha un contenuto trascurabile di proteine, lipidi e vitamine, per questo non può essere considerato un alimento completo, ma tra i suoi componenti minori il miele presenta anche sostanze alle quali vengono riconosciute proprietà benefiche per la salute, anche se solo alcune di queste sono state scientificamente provate, come ad esempio l’attività antibatterica.
    I batteri contro i quali è maggiormente attivo sono Gram-positivi come ad esempio Streptococcus sp., Escherichia coli, Staphylococcus aureus etc., questa capacità è dovuta principalmente all’effetto osmotico degli zuccheri, al pH acido che caratterizza il miele, e in parte alle sostanze che determinano l’aroma del miele stesso, come ad esempio flavonoidi e altri composti di origine vegetale. Al miele di acacia è comunque associato un basso potere antibatterico. Altre attività benefiche, ricollegabili alla sua attività antibatterica, sono quella lenitiva, cicatrizzante e per la cura delle ferite.

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    Il miele, come tutti gli alimenti di origine vegetale, è una fonte naturale di antiossidanti, sostanze note come flavonoidi e composti fenolici che hanno proprietà antiossidanti, perché combattono i radicali liberi, sottoprodotti instabili del normale metabolismo, che danneggiano le arterie e il DNA e possono portare al cancro e ad altre malattie.

    MIELE COMPO

    Pertanto, il miele è da considerare non come un semplice dolcificante, ma come un alimento prezioso da consumare tutti i giorni: è consigliabile dunque aggiungere alla dieta 2-4 cucchiai da tavola al giorno di miele, magari sostituendolo ad altri dolcificanti che non forniscono lo stesso apporto di antiossidanti, potenti stimolatori del sistema immunitario. Dati recenti del laboratorio del Centro Ricerche Miele mostrano come il miele di acacia possegga un elevato potere antiproliferativo in cellule di melanoma umano e murino cresciute in vitro.

    Produzione

    La robinia è una pianta importantissima per l'apicoltura: produce molto nettare e ciò consente un’ottima produzione qualitativa e quantitativa di miele. Nonostante il suo periodo di fioritura sia relativamente breve, gli alveari situati in vicinanza di robinieti riescono agevolmente a riempire 1-2 melari, sempre che le condizioni ambientali siano favorevoli. In Italia viene prodotto soprattutto nella zona prealpina e in Toscana, ma se ne raccolgono partite di discreta purezza anche in molte altre regioni (per esempio Emilia Romagna, Abruzzo e Campania).

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