• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 16 Dicembre 2015

    Il Bergamotto

      Mattia Papa

    Il bergamotto (Citrus bergamia Risso), agrume appartenente alla famiglia delle Rutacee, cresce quasi esclusivamente in Italia, nelle regione Calabria.

    Le piante di bergamotto crescono in una ristretta zona costiera di circa 150 km, precisamente nell’area di Reggio Calabria, che possiede condizioni pedoclimatiche particolarmente favorevoli per la sua coltivazione.

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    Per evitare contraffazioni con i prodotti di origine sintetica, questa coltivazione è tutelata dal Consorzio del bergamotto, che ne garantisce l’origine, la qualità e la disponibilità.

    Il frutto della pianta di bergamotto è stato utilizzato, soprattutto a livello industriale, per l’estrazione dell’olio essenziale dalla sua scorza che possiede una fragranza molto intensa ed esclusiva dovuta all’abbondante presenza di terpeni, esteri e alcoli.

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    Il frutto prodotto dalla pianta è un agrume dalle dimensioni simili a quelle di un’arancia, la buccia è di colore verde, gialla quando il frutto è completamente maturo; la fioritura della pianta avviene poco prima dell’inizio della primavera con fiori bianchi caratterizzati da un buon profumo.

    Origini e storia

    Le origini del bergamotto sono ancora incerte, alcuni studiosi ne attribuiscono le provenienze dalla Cina, dalla Grecia, da Pergamo (Asia Minore) o dalla città spagnola di Berga. Alcune leggende pongono le sue origini nelle isole Canarie; si narra la storia di un moro di Spagna che ne vendette un ramo ai signori Valentino di Reggio Calabria che lo impiantarono in un loro possedimento. Tuttavia è probabile che la pianta sia originaria della Calabria perché già nel XVI secolo risultano tracce storiche di un “Limon pusillus calaber”.

    L’etimologia più verosimile è “ bergamundi”, cioè “ pero del signore” in lingua turca, per la sua similarità con la pianta di pera bergamotta. Dato il colore verde-citrino del frutto, l’ipotesi più accreditata è che il bergamotto derivi da una mutazione spontanea di altra specie (limone, arancio o limetta) avvenuta nella zona di Reggio Calabria.

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    Caratteri chimici e nutrizionali

    Il bergamotto è formato per l’82% da acqua, contiene acido citrico, zuccheri per il 31,7% (fruttosio, glucosio, saccarosio), ceneri, proteine, fibre alimentari, fosfati, pectine, flavonoidi e vitamina C.

    Sul fronte dei minerali il bergamotto contiene sodio, potassio, calcio e magnesio. Gli aminoacidi presenti nel bergamotto sono: leucina, lisina, acido aspartico, acido glutammico, fenilalanina, valina, tirosina, GABA, asparagina, serina, treonina, istidina, glicina, arginina e glutammina.

     

    Usi tradizionali in medicina

    Alla Medicina popolare era noto l’effetto balsamico, neurosedativo, antisettico e batteriostatico, e anche l’effetto blandamente spasmolitico e antinfiammatorio attribuito alle diverse componenti dell’olio essenziale di bergamotto, che oggi sono oggetto di ricerche innovative presso istituti specializzati.

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    Le prime osservazioni sperimentali sulle proprietà medicamentose dell’essenza di bergamotto e, in particolare, delle sue proprietà antinfettive e cicatrizzanti, risalgono al 1800 a opera di Francesco Calabrò e Anzalone, medico di Reggio Calabria che le descrisse nel suo libro “ Della balsamica virtù dell’essenza di bergamotta”

    Altri usi tradizionali

    Nel 1680 Gian Paolo Femminis, di origine italiana ed emigrato a Colonia, formulò l’”acquaadmirabilis” (l’acqua ammirabile), prodotto rinfrescante e profumato di cui ancora oggi non si conosce la formula, miscelando l’olio essenziale estratto manualmente dalla pianta di bergamotto con oli essenziali di limone, arancia dolce, rosmarino e alcol a 90°.

     Giovanni Paolo Feminis

    L’essenza di bergamotto è largamente impiegata in lozioni, creme, ciprie e saponi.

    Il bergamotto è usato anche in gastronomia da diversi secoli, secondo quanto documentato dal dottor Antonio Spinelli, medico, ma anche studioso di gastronomia; infatti, l’uso alimentare di questo agrume risale almeno all’aprile del 1536, come risulta dal menù di “magro” offerto dal cardinale Lorenzo Campeggi all’imperatore Carlo V, di passaggio per Roma.

    Oggi, nel settore alimentare e dolciario, il bergamotto costituisce l’aromatizzante per caramelle, canditi, torroni, gelati, liquori, tè e bibite.

       

    Metodi estrattivi

    L’estrazione dell’olio essenziale di bergamotto ebbe inizio intorno alla metà del XVII secolo e fu a lungo realizzata con il processo manuale “ a spugna” che consisteva nel tagliare i frutti di bergamotto a metà, nel togliere la polpa con un rastrello e comprimere, con un movimento rotatorio della mano, la scorza contro una spugna naturale per raccogliere l’essenza dagli ostricoli. Dalle spugne l’olio essenziale, insieme al liquido ricavato dalle scorze, veniva spremuto e separato per decantazione.

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    Nel 1844 si documenta la prima vera industrializzazione del processo di estrazione dell’essenza con l’utilizzo di una macchina in legno denominata “ macchina calabrese” inventata da Nicola Barrillà, che garantiva una resa elevata in tempi brevi. Negli anni ’30 fu introdotta la prima macchina elettrica.

    Oggi, l’estrazione dell’olio essenziale di bergamotto avviene per abrasione, attraverso un sistema a freddo (“cold pressed”), con macchine pelatrici della parte esterna del frutto, utilizzando unicamente acqua in pressione e nebulizzata: si ottiene un’emulsione convogliata in centrifughe che separano l’essenza dall’acqua in base al peso specifico.  

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    Crediti per le immagini

    Immagine di copertina: giardinaggio.net
    Immagine 1: associazioneculturalebruzia.wordpress.com
    Immagine 4: essenzabergamotto.com
    Immagine 6: alfami.it
    Immagine 7: beautyscenario.com