• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 21 Luglio 2015

    Curcuma

      Donatella Leonardi, Antonella Canini

    La curcuma (Curcuma longa) è una specie erbacea, bulbosa perenne, appartenente alla famiglia delle Zinziberaceae, originaria dell’Asia sud tropicale.

    L’India è il maggior produttore; la pianta è coltivata anche in Bangladesh, Cina, Indonesia, Caraibi, e in diverse zone dell’America meridionale.
    Curcuma longa (turmeric) è ampiamente usata come spezia, particolarmente nei paesi asiatici; il rizoma è la parte della pianta utilizzata sia in cucina che in medicina.

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    Nella medicina Ayurvedica è usata come antiinfiammatorio e antimicrobico e per numerose altre proprietà. Chiamata anche turmeric (nome conservato dall’inglese), in latino «terra merita» (terra interessante), il suo nome attuale deriva dalla parola araba kourkoum.

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    La curcuma ha molto probabilmente origine in India come derivato da specie selvatiche di Curcuma aromatica (India, Sri Lanka, Himalaya). La pianta è spontanea nel Sud-Est asiatico, in India, Malesia, Cina e Australia ed si ambienta bene nelle regioni umide tropicali del mondo.
    Appartenente alla famiglia dello zenzero, è prodotta in Cina, Indonesia, Costa Rica, alle Hawai, dove è chiamata “holena”. 
    Spesso è conosciuta con nomi impropri, come per esempio “finto zafferano” o “zafferano delle Indie”. Queste denominazioni non sono corrette: in India, lo zafferano e la curcuma vengono distinti e utilizzati in modo differente.

    Curcuma longa L. è pianta a portamento eretto; piccola e robusta, raramente supera il metro di altezza. Le sue foglie sono allungate, verde scuro, appuntite e leggermente arricciate lungo il margine. Ciascuna foglia origina da un singolo stelo derivante da un rizoma carnoso presente alla base.

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    I fiori sono a spiga, grandi, bianchi o gialli, e spuntano da spazi conici delimitati da spesse brattee, verdi in prossimità del fusto dal quale originano e bianche e violacee all’estremità distale. Tali foglie modificate assomigliano ai petali di un fiore.

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    All’esterno il rizoma è di colore marroncino e molto aromatico; all’interno la sua polpa assume un intenso colore giallo-arancio.
    La coltivazione è abbastanza semplice e si propaga principalmente per via vegetativa tramite frammentazione del rizoma.

    La polvere di curcuma è uno degli ingredienti del curry. A seguito della raccolta, i rizomi sono bolliti in acqua, scolati ed essiccati. Di solito la curcuma è coltivata per farne una polvere che, se usata con parsimonia e in modo appropriato, conferisce un sapore gradevole alle preparazioni culinarie. L’oleoresina della curcuma è estratta con solvente ed è utilizzata nelle industrie alimentari o come colorante. L’olio essenziale di curcuma non è molto apprezzato per il suo aroma.

    Nel continente indiano la curcuma è utilizzata tradizionalmente in piccole quantità. In India è aggiunta alle verdure cotte, al pesce, alla carne, alle lenticchie, ai fagioli; in Occidente è usata nelle salse e nei sottaceti. Il Tè alla curcuma è molto popolare in alcune zone del Giappone.


    Proprietà medicinali

    Il componente attivo della curcuma è il polifenolo curcumina responsabile del colore giallo.
 Oltre ad avere attività antiossidanti e antiinfiammatorie, la curcumina ha dimostrato effetti positivi nel trattamento del morbo di Alzheimer e di alcune neoplasie. Gli effetti benefici della curcumina sembrano dovuti all’inibizione di diverse vie di segnale a diversi livelli nelle cellule, all’inibizione di enzimi come la ciclo-ossigenasi e glutatione S transferasi, a un’attività immunomodulante e ad effetti sull’angiogenesi e sull’adesione cellula-cellula.

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Il Beta-amiloide è responsabile della formazione di placche nei tessuti cerebrali e causa il declino cognitivo tipico della malattia di Alzheimer; estratti di curcuma contengono una serie di composti naturali che bloccano la formazione di Beta-amiloide. Una bassa dose di curcumina nella dieta riduce la formazione delle placche amiloidee: l’incidenza dell’Alzheimer nelle zone rurali dell’India è molto più bassa rispetto a quella degli Stati Uniti e sembra che l’estensivo uso di curcuma nella dieta giornaliera possa avere in ciò un ruolo deter
minante.

    
Sebbene la biodisponibilità di curcumina sia modesta quando la spezia è assunta per via orale, tuttavia può essere salutare incrementare il consumo di curcuma con la dieta abituale.


    Studi su animali mostrano che la curcumina protegge da vari mediatori carcinogeni del cancro del colon e che, inoltre, sensibilizza i tumori a trattamenti chemioterapici e radioterapici.

    Trials clinici suggeriscono che la curcumina ha una potente azione protettiva nei confronti della poliposi familiare, della sindrome del colon irritabile e del cancro del colon-retto.

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