• NUTRIZIONE VEGETARIANA, ALIMENTI, EDUCAZIONE
  • 1 Marzo 2015

    Cotogna

    La Cotogna è il frutto del Cotogno (Cydonia oblonga), arbusto della famiglia delle Rosaceae.

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    Originario dell’Asia occidentale (Nord della Persia, regione a sud del Caspio, Anatolia) il Cotogno è coltivato sin dall’antichità in Europa, Asia, Africa boreale e nelle regioni temperate del continente americano. 
    Vi sono testimonianze della sua coltura in Babilonia più di 4.000 anni fa (De Candolle); sarebbe stato introdotto in Europa orientale prima della guerra di Troia. Alcuni autori pensano che il “pomo d’oro” del giardino delle Esperidi fosse la cotogna e non l’arancia; per i Greci era il frutto consacrato a Venere.

    COTOGNO

     
    Caratteri botanici

    Il Cotogno è pianta rustica, dall’aspetto cespuglioso; può essere allevato ad alberello e raggiungere l’altezza di 3-5 metri. Ha fusto curvo, con numerose contorte ramificazioni; le foglie sono alterne, ovali, lunghe 8-10 cm, larghe circa 5, con margine intero, pubescenti.
    I fiori, ermafroditi, sono formati da 5 petali bianchi, rosei all’esterno; sono solitari, grandi circa 5 cm, subsessili, con calice tomentoso e biancastro; presenta numerosi stami.

    COTOGNO FIORI

    L’impollinazione è entomofila; la fioritura tardiva (aprile-maggio). I frutti, di dimensioni variabili fra 7 e 15 cm, sono globosi, asimmetrici, maliformi o piriformi, ombelicati alle due estremità, di colore giallo-dorato, con polpa dura, dolce-acidula, astringente per la presenza di tannino; 5-10 semi sono contenuti in ciascuna delle 5 logge. L'epicarpo è fittamente ricoperto di peluria che scompare a maturazione.

     
    Produzione e raccolta

    La produzione è sui rami dell’anno e raggiunge valori medi di 60 t/ha. I frutti maturano fra novembre e gennaio ma spesso si raccolgono in settembre-ottobre quando la buccia è ingiallita ed ha quasi perduto il rivestimento tomentoso: si conservano appesi o in fruttaio su graticci o stratificati in segatura di legno, in attesa del tempo giusto per il consumo.

    Habitat

    Il Cotogno predilige un clima temperato-freddo, tuttavia è assai resistente anche alle basse temperature invernali (-25 °C). E’ pianta eliofila; preferisce terreni di media compattezza, freschi, piuttosto ricchi di nutrienti; non vive bene in terreni calcarei e troppo asciutti.

    Cultivar

    A seconda della forma del frutto, si distinguono varietà maliformi e piriformi. Fra le prime il Melocotogno del Portogallo, Mollesca, Champion; fra le seconde, spessodi grosse dimensioni, il Mostruoso di Bazine, il Gigante di Vrania, il Gigante di Lescovatz.

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    Consumi

    Nella nostra tradizione, la Cotogna continua ad essere molto apprezzata per profumare della sua fragranza armadi e biancheria; tali frutti raramente sono consumati freschi, data la durezza e l’astringenza della loro polpa. La ricchezza di pectine ne ha determinato l’impiego come addensante nella preparazione di marmellate di frutta povera di questa sostanza e nella produzione di mostarde, gelatine, liquori e distillati.

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    I semi contengono pectina, amigdalina, emulsina e una buona quantità di sostanze tanniche: trovano molteplici utilizzazioni come emulsionanti e stabilizzanti in prodotti alimentari e come presidi ad azione antinfiammatoria in preparati farmaceutici.

    Fonte: INRAN - Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione

    Crediti per le immagini
    foto 1: www.valledelgiovenco.it
    foto 2: www.agriturismosantamaria.com
    foto 3: ricette.donnaclick.it