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  • 17 Ottobre 2018 | Gallery

    VIAGGIO IN EGITTO - RISALENDO IL NILO

    Risalire il corso del Nilo è ripercorrere la storia dell’Alto Egitto testimoniata da piramidi, templi, tombe scavate nella roccia, statue colossali, espressione delle ampie capacità tecnologiche raggiunte dalla società di quei tempi lontani. 

     

    I Templi, oggetto di questa seconda parte del nostro viaggio in Egitto, celebravano le divinità egizie ed erano, insieme, il mezzo mediante il quale il faraone perpetuava il suo potere accostando la sua figura alle divinità.

      LUXOR FACCIATA TEMPIOTempio di Luxor

    Fin dagli albori della storia egizia, il momento culminante delle celebrazioni del giubileo reale era segnato dalla grande Festa Sed, un antico rito che simboleggiava la “rigenerazione” del sovrano e il nuovo contatto da lui stipulato con gli dei.

    Amenhotep III, nono faraone della XVIII dinastia (1390-1353), fu, fra tutti i faraoni, colui che più di ogni altro cercò di fondere la sua figura con la divinità progettando e realizzando sulla riva orientale del Nilo e su un territorio allora vergine e corrispondente oggi al centro della città di Luxor, un tempio tra i più belli e stupefacenti di tutto l’Antico Egitto. 

     LUXOR INGRESSO TEMPIO OBLIQUATempio di Luxor

    Le sue pareti sono di elettro; i suoi arredi d’argento; tutti i suoi ingressi hanno la soglia elegantemente decorata. I suoi piloni si innalzano verso il cielo e i suoi vessilli sventolano tra le stelle. Quando il popolo lo vedrà, intonerà grandi lodi a Sua Maestà”.
    (Urkunden IV, Stele di Amenhotep III a Kom el-Hetan)

    “I bassorilievi che decorano il monumentale colonnato illustrano la cerimonia più importante che si teneva a Luxor: la Festa di Opet…
    Nel momento culminante della Festa, il faraone entrava nel santuario del tempio per comunicare direttamente e in privato con l’immagine divina di Amon-Ra. 
    Dopo qualche tempo il sovrano ricompariva nella Sala dell’Apparizione del re, dove veniva acclamato da sacerdoti e cortigiani. 
    La metamorfosi del sovrano era evidente a tutti: attraverso la sua comunione con il re degli dei, il sovrano era visibilmente ringiovanito e la sua essenza divina aveva ricevuto nuova energia. Il faraone era divenuto l figlio vivente di Amon-Ra.

     AMENHOTEP GIOVANEStatua di Amenothep III ringiovanito

    L’elemento centrale di tutta la cerimonia era il Ka reale, ovvero l’invisibile essenza divina che migrava nel corpo mortale di ogni nuovo faraone e lo rendeva simile a un dio. Il concetto di Ka era il più ingegnoso dogma teologico che gli antichi egizi avessero mai elaborato, in quanto riusciva a spiegare e sanare l’apparente contraddizione di un sovrano che era al tempo stesso mortale e divino. Nella Festa di Opet il faraone si univa al Ka reale per divenire il dio incarnato, il “primo di tutti i ka viventi”. Il tempio di Luxor, pertanto, era il santuario stesso del ka reale, ovvero del grande mistero al centro della monarchia di origine divina.

    Fedele come sempre agli aspetti formali, Amenhotep commissionò una splendida opera di scultura che immortalasse la straordinaria metamorfosi avvenuta durante la Festa di Otep. La statua del faraone ringiovanito è uno dei massimi capolavori di tutta l’arte egizia”.
    (Toby Wilkinson, L’antico Egitto, Storia di un impero millenario. 2012, Giulio Einaudi editore)

    Fu questa infinita devozione alle divinità espressa dal popolo e utilitaristicamente incoraggiata con cerimonie e atti dal faraone a esprimere i magnifici templi (fra i quali quelli di Luxor, di Ramses III, di Karnak, di Hatchepsut, di Edfu, di Kom Ombo, di Abu Simbel, di Philae) che ancora oggi testimoniano la grandezza dell’antica civiltà egizia.