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  • 18 Settembre 2018 | Gallery

    Viaggio in Egitto - Le Piramidi

    Il Deserto Occidentale o Libico, quello Orientale o Arabico, il Sinai a Est e, in mezzo, la striscia d’acqua del Nilo, circa 1500 Km dal confine meridionale con il Sudan fino al Delta che rilascia le acque in Mediterraneo. L’Egitto. 

     EGITTO CARTA GENERALE

    Una superficie di circa un milione di Kmq coperti per il 90% dai deserti, il resto occupato dalla Valle del Nilo, la pista verde che divide le immense aree dorate e sabbiose dei deserti, e che scende da Assuan al Cairo, da Sud a Nord. 

    EGITTO NILO CARTA

    Su questi territori di argille e calcari erosi da rocce sedimentarie affiorate dai fondi marini a coprire un basamento di antichissime rocce vulcaniche, nasce, da comunità umane del Neolitico, il primo Stato moderno.

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    Il Deserto occidentale o Libico, fra Aswan e Abu Simbel

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    La sponda occidentale del Nilo ad Aswan

    Circa 20000 anni fa, popolazioni nomadi di cacciatori spinte da una crisi ambientale che ha reso arida la Penisola Arabica, si insediano lungo la Valle e sul Delta del Nilo. Qui, il clima caldo-umido e l’abbondanza delle acque favoriscono le colture e trasformano intere comunità da nomadi a stanziali, da cacciatori ad agricoltori e allevatori.  

    In poche migliaia di anni i villaggi neolitici si coagulano in due gruppi distinti: quelli dell’Alto Egitto (a Sud, sull’alta Valle del Nilo, dal confine con il Sudan fino ad Assuan) e quelli del Basso Egitto (a Nord, da Assuan al Delta).

    Narmer (o Menes, suo altro nome), intorno al 2950 a.C., unifica i due regni economicamente, militarmente e politicamente. Sorge il primo stato-nazione della storia umana, un territorio provvisto di ordinamento politico la cui popolazione condivide un’identità comune; inizia la storia dell’Egitto unito e delle sue trentadue dinastie.

    NARMER
    Tavoletta di Narmer 

    NARMER PARTICOLARE 1Tavoletta di Narmer, particolare

    NARMER PARTICOLARE 1
    Tavoletta di Narmer, particolare

    Per gli Egizi, era stato il dio creatore Atum a stabilire per la prima volta il modello del regno per cui ogni sovrano successivo appariva come il legittimo erede di una forma di governo sancita dall’approvazione della divinità.

    La dottrina del potere sovrano di origine divina caratterizzò la civiltà dei faraoni, produsse monumenti-icona come le piramidi e ispirò le grandi tombe e i templi che sopravvivono ancora oggi.

    VRG 9156Giza. Le Piramidi di Cheope (a sinistra), Chefren (in mezzo) e Micerino (a destra). Sull'estrema destra, i resti della Piramide di Khamerernebti.

    In tutta la storia dei faraoni, l’iconografia e l’architettura ebbero un ruolo importante nel proiettare sul popolo l’immagine desiderata dell’istituzione monarchica e risultarono particolarmente efficaci in un paese dove oltre il 95% era analfabeta. 

    Le Piramidi furono il segno visibile del potere reale. Alla fine della III dinastia il faraone e il suo apparato burocratico avevano conseguito il loro obiettivo finale: il potere assoluto.

    Tramite scrittura e geroglifici, i propagandisti reali assegnarono al faraone titoli che ne rappresentavano potere, forza ed essenza divina. Il sigillo reale rappresentava Horus, il dio-falco; un secondo titolo era scritto con i simboli dell’avvoltoio Nekhbet (associato alla città di Nekheb, nel cuore dell’Alto Egitto) e del cobra Wadjet (associato alla città di Dep, Basso Egitto). Il terzo titolo era nesubity, “colui che regna sul giunco e sull’ape”.

    VRG 9164Le Piramidi di Micerino e Khamerernebti. Sullo sfondo la periferia de Il Cairo.