Il sacro di Monteverdi a una svolta
Carlo Piccardi

La raccolta di musica monteverdiana, pubblicata da Riccardo Amadino in Venezia nel 1610, è di notevole importanza storica da qualsiasi aspetto la si voglia considerare. L’apparizione abbinata del Vespro e della Messa a sei voci “In illo tempore”, oltre alla presentazione di due opere prestigiose, apre una prospettiva di concezioni artistiche nuove, determinate appunto dalla coesistenza di composizioni tanto diverse uscite dalla mente e dalle mani dello stesso autore. 

La donna nell'opera
Carlo Piccardi

Da sempre la storia dell’opera si intreccia con la storia del divismo. Dal momento in cui l’opera intorno alla metà del Seicento diventa un chiaro fatto impresariale, dove le esigenze artistiche si sposano alle necessità commerciali, l’aspetto divistico legato agli interpreti tende a predominare sull’affermazione degli intrinseci valori estetici. 

RIASCOLTANDO LA NONA
Carlo Piccardi

Quando si pone mente a Beethoven compositore di sinfonie non si valuta mai abbastanza il fatto che le prime otto furono scritte nell’arco di dodici anni (tra il 1800 e il 1812), mentre l’ultima da sola, oltre ai due effettivi di stesura compositiva (1822-24), copre altri quattro anni e mezzo di attiva gestazione.

Trascrizioni
Carlo Piccardi

A testimoniare fino a che punto la trascrizione di un’opera musicale possa prendere il sopravvento sull’originale sta la celebre orchestrazione di Ravel dei Quadri di un’esposizione di Musorgskij.

Opera d'attualità
Carlo Piccardi

La cosiddetta Zeitoper (opera d’attualità) configura un genere coltivato nei teatri di Germania tra il 1924 e il 1931, così denominato in quanto si distingueva per la materia tratta dagli avvenimenti del tempo e per l’integrazione delle espressioni musicali allora correnti (il jazz, la musica da ballo, ecc.).

L'erratico Lazarus di Schubert
Carlo Piccardi

Anche le opere minori possono servire a illuminare la poetica di un artista. Nel caso di Schubert tali opere potrebbero essere quelle teatrali, assommanti a ben diciassette titoli, votati all’epoca sua come oggi al nullo o poco successo, benché essi custodiscano momenti di alta ispirazione.

Karajan l'immortale
Carlo Piccardi

Il ruolo assunto da Herbert von Karajan (1908-1989) a partire dall’ultimo dopoguerra fu unico, quello del direttore d’orchestra per eccellenza al di fuori del tempo, facente parte di un olimpo, al di sopra della realtà.

Il Borromeo e la regola musicale tridentina
Carlo Piccardi

Da quanto nel 1607 Agostino Agazzari, considerando il grado di trasparenza polifonica della Missa Papae Marcelli, fissò il luogo comune di Palestrina salvatore della musica liturgica a più voci di fronte al tentativo del Concilio di Trento di restaurare l’austera monodia, l’alone leggendario sorto intorno all’aneddotica scoraggiò per molto tempo l’indagine su una vicenda politico-culturale fondamentale sia come rilevamento della lacerazione estetica inferta al corpo dell’espressione musicale cinquecentesca richiamata all’impassibilità di un ordine esaltato nel suo valore statico, sia come manifestazione paradigmatica di un dirigismo la cui severità trova paralleli solo in epoca più recente, nella condizione totalitaria di società rigidamente organizzate.

Nel vortice del valzer
Carlo Piccardi

La figura di Maurice Ravel rimane in posizione laterale nel contesto della musica moderna, ma c’è da chiedersi se l’arte del nostro secolo più che ogni altra epoca non si appoggi proprio alle esperienze marginali per acquisire l’indispensabile profondità di prospettiva tracciata a partire dai punti estremi.

Il sacro nel moderno
Carlo Piccardi

Dalla funzionalità in cui la pratica musicale religiosa si presentava nel Medio Evo (canto gregoriano), dall’organicità solenne e principesca in cui nel Rinascimento si presentava la polifonia sacra, nei decenni del Barocco la musica di chiesa integrò la componente emozionale ed affettiva derivata dal canto solistico.

Brahms cameristico
Carlo Piccardi

Rispetto alla prorompente presenza di Liszt e di Wagner nel panorama musicale romantico dell’Ottocento, Brahms si rivela figura altrettanto programmatica incarnandone il rovescio della medaglia.

Bernstein a Brodway
Carlo Piccardi

Tipico esempio di carriera direttoriale americana debitrice dell’immancabile colpo di fortuna – nel 1943 il suo nome appariva su tutti i giornali per aver sostituito Bruno Walter (colpito da malore) alla testa della Philarmonic Symphony di Nuova York, l’orchestra di cui sarebbe in seguito diventato maestro stabile – Leonard Bernstein tradisce più di ogni altro la propria provenienza culturale anche e soprattutto nella composizione.

Lo Stabat mater di Rossini, oltre ogni vincolo
Carlo Piccardi

Quanta musica religiosa venisse prodotta dagli operisti italiani dell’Ottocento all’ombra del grande, esclusivistico e frondoso tronco melodrammatico diventa sempre più evidente di fronte all’estesa pratica delle riesumazioni.

Musica militante
Carlo Piccardi

Tra i compositori che collaborarono con Brecht all’allestimento dei suoi capolavori, al primo prevalentemente, a Kurt Weill, si riconoscono importanti meriti creativi. Personalità quali Paul Dessau e Hanns Eisler, autori tra l’altro delle musiche dei drammi brechtiani più maturi, sono meno noti e con tutti i loro meriti per lo più considerati all’ombra del genio del grande drammaturgo come fedeli esecutori.

Ultimo ramo verde del tronco dell'opera seria
Carlo Piccardi

Quando l’Idomeneo nel carnevale del 1781 fu rappresentato a Monaco nel teatro di corte, stando alle cronache trasmesse dalla stampa locale, non sembra essere stata la musica di Mozart a produrre la sensazione maggiore se un giornale si limitava ad annunciare che librettista e compositore vivevano a Salisburgo; mentre un altro si occupava della cornice, aggiungendo che “le scene, di cui le più ispirate sono quelle del porto e del tempio di Nettuno, sono capolavori del nostro architetto teatrale Lorenzo Quaglio, da tutti ammirate”.

Hummel: una transizione convincente
Carlo Piccardi

Ogniqualvolta capiti di affrontare un autore che abbia subito la ‘sfortuna’ di nascere in un cosiddetto periodo di transizione, la tentazione è quella di liquidare il discorso rilevando la presenza di costanti ereditate da stili precedenti oppure anticipazioni di maniere posteriori.

La fuga in avanti dei "Balli plastici" di Depero
Carlo Piccardi

In che misura una disciplina artistica può essere debitrice di un’altra per quanto riguarda l’intuizione di un nuovo traguardo estetico è dimostrato dai rapporti in ambito espressionistico tra la musica di Schönberg e la pittura di Kandinsky,

Opera buffa francese
Carlo Piccardi

Les Troqueurs, opera buffa in un atto di Antoine d’Auvergne (1713-1797), furono rappresentati per la prima volta alla Foire Saint-Laurent nel luglio del 1753,

Camille Saint-Saëns: il primato della distinzione
Carlo Piccardi

“Il Tedesco esprime, il Francese si esprime”.

L’apodittica constatazione di Ernest Ansermet, desunta dal tentativo di definire le modalità nazionali della musica europea (Les fondements de la musique dans la conscience humaine, 1961), consente di cogliere il grado di sopita specificità nell’estetica di Camille Saint-Saëns.

L'orchestra e la città
Carlo Piccardi

Uno dei luoghi importanti che segnarono la formazione di Mozart fu Mannheim, sede di una corte il cui principe elettore è ricordato come protagonista di uno sviluppo culturale senza precedenti: per quanto riguarda il teatro nazionale tedesco, il Singspiel (cioè l’opera in lingua tedesca) e soprattutto la sinfonia grazie all’azione di Johann Stamitz e di Carl Cannabich.

Ultime sonate di Beethoven
Carlo Piccardi

Le ultime testimonianze di Beethoven nel campo della sonata (op. 109, 110, 111) compongono un quadro di severa unità: la loro composizione si situa sul breve arco che va dal 1820 al 1822.

Temi politici in musica
Carlo Piccardi

Dopo la temperie espressionistica che vide la musica confrontarsi problematicamente con la realtà del tempo, l’evoluzione del dopoguerra, con gli obiettivi concentrati nella verifica strutturale del linguaggio seriale, parve abdicare di fronte al compito di testimonianza nei confronti della società.

Elevazione senza misticismo
Carlo Piccardi

La Settima Sinfonia di Anton Bruckner è l’opera che più delle precedenti rivela l’impronta wagneriana: l’Adagio, anche grazie al rilievo assicurato al quartetto di tube, si tramuta in un omaggio accorato alla memoria del grande operista morto proprio mentre il maestro era impegnato nella composizione di questo suo capolavoro.

Architettura della passione
Carlo Piccardi

Nella definizione del ruolo assunto da Petrassi nell’ambito della musica moderna italiana si è troppo presto indugiato a delimitare la componente «neoclassica» del suo stile,

Teatro dell’anima
Carlo Piccardi

Della Passione secondo Matteo Hermann Abert ha lasciato scritto che essa sarebbe stata «l’ultima testimonianza vivente di un modo di sentire in cui arte e religione erano ancora la stessa cosa e in cui simile alleanza era posta al servizio dell’educazione etico-religiosa del popolo».

Dalla Russia con fervore
Carlo Piccardi

Non si può affermare che la stagione neoclassica novecentesca, benché rappresentata da alcune fra le figure più rilevanti del secolo, sia stata la meglio servita a livello di critica messa a punto.

Uniti in libertà
Carlo Piccardi

Della cosiddetta Sonata FAE oggi al massimo si conosce e si esegue ancora lo Scherzo (Allegro) composto da Brahms. Gli altri tre movimenti composti da Robert Schumann e da Albert Dietrich sono assai meno noti.

Selva morale e spirituale
Carlo Piccardi

Le occasioni in cui Claudio Monteverdi ebbe modo di lasciare testimonianza diretta della musica religiosa composta per le festività che si celebravano nella chiesa di San Marco a Venezia ricorrono curiosamente nelle sue lettere associate all’idea di un compito gravoso.

Modernità di Petruška
Carlo Piccardi

Anche se è usanza indicare nel Sacre du Printemps (1913) il punto di volta dello stile stravinskiano e la sua prepotente irruzione nel campo della musica novecentesca, la posizione di Petruška è quella di un momento chiave altrettanto significativo se non di più, considerando il fatto che precede l’altro capolavoro di almeno due anni.

La tradizione musicale americana
Carlo Piccardi

In un panorama sprovvisto di figure emergenti quale fu la vita musicale americana dei primi 150 anni è più facile cogliere le linee di sviluppo senza essere distratti da connotazioni di prepotenti esperienze individuali.

Opera per marionette
Carlo Piccardi

Le prime testimonianze storiche di opere teatrali concepite per marionette risagono al trattato Della Cristiana Moderatione Del Theatro di Gian Domenico Ottonelli (Firenze 1652),

Puccini: la messa degli albori
Carlo Piccardi

Comunemente si usa far coincidere gli esordi artistici pucciniani con il suo inserimento nella vita operistica milanese che lo accolse fin da principio come una promessa. 

Rapsodia in blu: fantasia metropolitana
Carlo Piccardi

Il 12 febbraio del 1924, all’Aeolian Hall di Nuova York, Paul Whiteman e la sua orchestra presentavano la Rapsodia in blu di George Gershwin, annunciandola ambiziosamente come «un esperimento nella musica moderna».

Krzysztof Penderecki: Magnificat
Carlo Piccardi

Impostosi prepotentemente all’inizio degli anni sessanta con Anaklasis (1959-1960) e Threni alle vittime di Hiroshima (1959-1961), svelando capacità sbalorditive nel trattamento ‘materico’ degli strumenti ad arco,

Mozart, argento vivo
Carlo Piccardi

Nel dicembre del 2005 mi venne spontaneo di chiosare la lettera a un amico con gli auguri “di un fruttuoso 2006”, aggiungendovi ”l’auspicio che, essendo l’anno di Mozart, possa essere anche quello dell’armonia”.

Gabriel Fauré: Sonata op. 13
Carlo Piccardi

Anche se oggi sappiamo ormai che non è dalla Sonata di Fauré bensì da Saint-Saëns che Proust trovò ispirazione per la celebre ”petite phrase” della Sonata di Vinteuil,

Čaikovskij, Sesta Sinfonia
Carlo Piccardi

Qualcuno ha fatto osservare che le prime sinfonie di Čaikovskij, stilisticamente parlando, hanno visto la luce come «figlie di nessuno». Probabilmente il vero dramma del compositore russo sta appunto nel fatto di non essere egli riuscito ad ancorarsi a una tradizione storicamente determinata che la vaga aspirazione occidentaleggiante non gli permise di raggiungere, rendendolo nel contempo disadattato di fronte allo sviluppo della scuola nazionale rappresentata dal «Gruppo dei Cinque».

Max Reger, destino di un epigono
Carlo Piccardi

L’interesse della critica per la musica di Max Reger rimane ancor oggi eminentemente storico, quale riconoscimento della funzione rinnovatrice del linguaggio condotta parallelamente a Strauss e Debussy ma, diversamente dalla considerazione estetica riconosciuta ai due suoi grandi contemporanei, valutata al di fuori del contesto globale della sua esperienza.

Vivaldi, Juditha Triumphans
Carlo Piccardi

Juditha Triumphans devicta Holofernis barbarie, composta nel 1716, tre anni dopo il primo oratorio vivaldiano Moyses Deus Pharaonis sfortunatamente andato disperso, è opera personalissima, tanto significativa ed essenziale a precisare la fisionomia artistica del musicista quanto le opere strumentali che gli assicurarono la celebrità.

Max Bruch, Concerto in sol minore op.26
Carlo Piccardi

La prima impressione che prova colui che si trovi ad ascoltare la più fortunata composizione di Max Bruch è che questo canto sensuale di violino sia sgorgato immediato, già conchiuso da un felice momento creativo.

Il pianoforte di Musorgskij
Carlo Piccardi

Composti nel 1874, in omaggio alla scomparsa dell’amico Victor Hartmann architetto e pittore, i Quadri di un’esposizione di Musorgskij attestano tanto quanto il capolavoro del Boris Godunov