| HOMO: STRANIERO A OGNI TERRA |
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| Fabio Di Vincenzo | |||
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La capacità che ogni specie animale possiede di ampliare il proprio areale di diffusione geografica per occupare stabilmente nuovi territori si definisce con termine tecnico dispersal, che nel caso degli umani possiamo agevolmente tradurre con diffusione, distinguendola dalla migrazione che invece si riferisce a uno spostamento stagionale e/o direzionale. Sebbene tutti questi aspetti relativi alla mobilità dei primi Homo siano oggi ben noti e ampiamente discussi in paleoantropologia, ben pochi autori si sono soffermati a considerare la stretta relazione esistente tra la possibilità di diffusione e mobilità e il fatto che questa ha richiesto nel corso dell’evoluzione umana un crescente fabbisogno energetico che ha dovuto essere soddisfatto attraverso l’adozione di nuove strategie alimentari e grazie ad adattamenti che hanno permesso di sfruttare al meglio le risorse disponibili nell’ambiente, non solamente per la sopravvivenza individuale ma anche per garantire alla “propria squadra” il passaggio di testimone vincente nella grande staffetta per la vita, attraverso la riproduzione. Si discutono alcuni aspetti della nutrizione dei nostri antenati che hanno contribuito a colonizzare territori inesplorati e ad indirizzare l’evoluzione e la diffusione della specie umana. Di Vincenzo F. (2011). Homo: straniero a ogni terra. Nutrirsi 11, 40-47. Vincenzino Siani Editore, Roma.
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